lunedì 30 gennaio 2012

Un Paese governato per una dozzina d'anni da "Una mezza cartuccia"?

Quello del governo Monti, nessuno lo può negare, è un terremoto, una vera rivoluzione della democrazia italiana, anche se non è una novità. La novità è che questa, a differenza delle altre volte, quelle del Governo Dini e  dei due Governi Prodi, lascerà il segno.....

Il vero spartiacque della vita politica italiana fu Tangentopoli, Sempre è il denaro, palese o nascosto che sia, a segnare profondamente la vita politica. Non a caso a Scienze delle Dottrine Politiche si studia che nella storia dell'umanità non sia mai esistito un potere politico che non sia stato, o sia, più o meno asservito al potere economico.

Tangentopoli, con la presa d'atto che oltre ad essere poco simpatici alla società civile, i politici rubassero anche, fece crollare un indice di gradimento già di per sè molto basso.

Se ne uscì chiamando a guidare il Paese un professore, un economista dell'Università di Bologna, Romano Prodi. I partiti, dopo lo scandalo, fecero, volenti o nolenti,  un passo indietro. Ma un atto di superbia, un funesto atto politico, "E' tempo che la politica torni alla politica" (D'Alema, per chi non lo ricordasse) non solo condannò la sinistra a troppi anni di sconfitte, ma soprattutto, cosa ben più grave, arrestò un processo di rinascita della politica italiana, quella dell'Ulivo, che ha portato l'Italia sull'orlo del baratro.

Già, quasi un ventennio, con brevissimi intervalli, di un grande Paese governato da.... "Una mezza cartuccia"? E la definizione non è di un suo avversario, ma  del suo ex alleato che con lui ha governato, condiviso le scelte, Umberto Bossi.

Del resto lo strano rapporto Bossi-Berlusoni da cui l'Italia è stata "dipendente" in tutti questi anni la dice lunga su dove eravamo caduti, laddove in politica, coerenza , serietà, chiarezza di valori ispiratori, dovrebbero essere vangelo. Dal "Lei, presidente Belusconi è sfiduciato", al "Non prenderò mai più nemmeno un caffè con lui", alle alleanze di ferro di governo, delle Regioni e degli Enti Locali, alla "mezza cartuccia".

Se lo dice Bossi come stupirci dei sorrisi dell'Europa? Di un livello di fiducia dei mercati pari a quella di cui gode la Grecia?

Di nuovo allora, inevitabile, merito anche di un "enorme" Capo dello Stato, il ricorso al medico, al professore, al tecnico, al capezzale del moribondo.

E questa volta, finalmente, nessuno dei tre partiti che sostengono il governo sembra avere il coraggio di ripetere l'errore, "E tempo che la politica torni alla politica": errare è umano, perseverare è diabolico.

E questa volta il passo indietro lascerà il segno. Prodi fu paralizzato dai ministri "politici", addirittura cacciato da uno dei politici più "insignificanti", tal Mastella.

Monti ha una squadra e sta stupendo il Paese, l'Europa, il Mondo, con il suo fare. E sentire dichiarazioni come "Non possiamo accettare che vengano colpiti soprattutto i nostri elettori" (La Russa) gli spiana la strada, gli italiani sono troppo intelligenti per non capire.

E troppo evidente la differenza tra la difesa degli interessi di parte, della democrazia partitica, (prima di tutto i voti al mio partito), alla ricerca delll'interesse collettivo, di questo governo. Non stupisce affatto che questo Governo piaccia ad oltre la metà degli italiani, pur un popolo decisamente molto politicizzato, "partiticizzato", a differenza di quelli anglosassoni.

Qualcuno mi disse "non abbiamo mai fatto tante cose utili come quando il nostro Ente Locale fu commissariato", I bolognesi lo sanno bene.

Il Governo, le Giunte, gli Esecutivi, amministrino con persone competenti; il Parlamento, i Consigli degli Enti Locali, diano gli indirizzi politici.

E' una forma di democrazia nuova, diversa, ma il mondo cambia in tutto, dalla finanza, all'economia, ai nuovi strumenti tecnologici, a Internet: viviamo gli anni di una crisi strutturale, di una crisi strutturale anche della politica (il gesuita Padre Sorge alla Giornata dell'Aclista).

L'Italia sarà il primo paese, dopo essere stato l'ultimo, a insegnarlo agli altri.

E' il destino di chi ha la testa per vergognose cadute (il Fascismo), ma anche per aver saputo, nella storia dell'uomo non poi tanto tempo fa, governare il mondo da Roma.

Arrigo Antonellini
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