giovedì 9 agosto 2012

La Provincia in soccorso della Regione?

Gianfranco Spadoni
Un dipendente della Provincia al Parco Romagna. Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo 

L’Assemblea legislativa della Regione ha disposto la riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette, dei siti della rete Natura 2000 e l’istituzione del Parco regionale dello stirone e del piacenziano.

In pratica il citato ente regionale ha deciso di dividere il territorio per una gestione basata su cinque macro aree: vale a dire Emilia occidentale, Emilia centrale, Emilia orientale, Delta del Po, Romagna. Ogni macro area ha un ente gestore per i parchi e la biodiversità alla quale partecipano i comuni il cui territorio è incluso nel perimetro di un parco e le province interessate da parchi, riserve o da siti della Rete Natura 2000. 

La Provincia di Ravenna ha aderito alle linee imposte dalla Regione, e addirittura ha messo a disposizione della macroarea Romagna per l’intero anno corrente, limitatamente a otto ore settimanali, un dipendente del Settore politiche agricole, poiché, come si motiva negli atti deliberativi di codest’ amministrazione, l’ente, di fatto, non è ancora decollato. 

Nella delibera della Giunta di Ravenna, infatti, si precisa quanto segue: “ visto che la data stabilita dalla legge regionale 23 dicembre 2011 n. 24 per l’avvio dell’ ente di gestione per i parchi e la biodiversità “Romagna” è trascorsa senza che detto ente fosse effettivamente avviato dalla Regione stessa”,… si ritiene opportuna la collaborazione attraverso la messa a disposizione di un dipendente della Provincia di Ravenna.

Riguardo a quanto sopra, considerato l’evidente ritardo e la chiara disorganizzazione imputabile all’ente regionale, si chiede di conoscere quali vantaggi reali ne tragga la Provincia sul versante del mero rapporto fra costi e benefici.

Inoltre si chiede di conoscere se l’amministrazione provinciale percepisca dalla Regione stessa gli oneri del servizio prestato dal dipendente ed eventuali costi di trasferta, o, in ogni modo, introiti in qualche misura i costi figurativi o altra tipologia di remunerazione a titolo di rimborso.

L’interpellante desidera conoscere, soprattutto, se, oltre alla solidarietà e alla riverenza istituzionale, l’ente di piazza Caduti abbia altre motivazioni per mettere a disposizione un valido dipendente la cui professionalità potrebbe essere utile anche presso il Settore cui appartiene con incarico a tempo indeterminato.

Gianfranco Spadoni
consigliere provinciale Udc

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