martedì 23 ottobre 2012

A proposito di Psicosomatica…

Psicosomatico è un qualcosa che nasce dalla mente ma si sente nel corpo. Questa definizione per molti non è scontata perché normalmente si tende a pensare che se uno ha, per esempio, “un mal di testa” psicosomatico, allora significa che non è reale. Il nocciolo della questione è proprio qui.

Quel mal di testa di fatto è reale quanto un’influenza. La persona che lo prova lo sente, lo percepisce e lo vive come se fosse un mal di testa di origine organica. Il pregiudizio, che molti hanno sui malesseri che hanno come origine una problematica psicologica, è quello di pensare che possano essere “inscenati per finta” dalla persona che ne soffre, quasi a credere che il paziente sia “esagerato” o che “ingigantisca” ciò che sente. In realtà non è così. 

Quando l’ansia si trasforma in malattia è perché vi è una difficoltà troppo grande da affrontare. Alcune problematiche possono essere profonde e radicate, altre molto dolorose da accettare, e così la mente, per tutelare la persona che sta avendo questo problema, “decide” di trasformare quel malessere in sofferenza fisica. Spesso il luogo nel quale si inserisce un disturbo non è casuale. 

Ad es. una ragazza che conoscevo soffriva di terribili mal di schiena, le si bloccava tutto il corpo, impedendole di poter fare qualsiasi cosa. Questo finiva per essere un grosso limite per lei, perché non poteva continuare a fare i tre lavori che stava portando avanti in quel periodo. Sentendo la sua storia arrivammo a capire che era da tempo che non si concedeva dello spazio per lei, la sua regola di vita era: vivi il più possibile perché non c’è tanto tempo. 

Questi blocchi fisici le davano l’unico momento di pace e tranquillità perché sapeva di non poterseli concedere consapevolmente. Inoltre non era un caso che le prendessero tutta la schiena, in quel periodo mi disse di sentirsi come “paralizzata” dalla sua vita. Curioso che il termine utilizzato per descrivermi come si sentiva dentro era così simile alla sensazione fisica provata dal disturbo fisico. 

Un anno prima aveva perso il padre, che le aveva sempre raccomandato di impegnarsi duramente nel lavoro e nella vita, e inconsciamente credeva che venendo meno a questo “mandato” potesse fare un torto alla sua memoria. 

Una volta accettata questa realtà, e capito l’influenza che aveva nella sua vita, iniziò a concedersi degli spazi per sé stessa, iniziò a sentirsi meno colpevole e i mal di schiena passarono man mano. Ma questo solo dopo aver consultato innumerevoli specialisti ed essersi sottoposta a cure molto dolorose.

A volte alcuni disagi partono dal corpo e vanno a finire nella mente, altre volte accade il contrario, non sottovalutate quello che provate solo perché “sulla carta” non risulta niente. Il mio consiglio è sempre quello di monitorarsi e sincerarsi che non ci sia un problema organico ma, una volta appurato questo, è molto importante andare alla radice del problema, senza sentirsi pazzi o diversi, ma semplicemente facendosi l’idea che mente e corpo sono facce della stessa medaglia.

Serena Bagli, Psicologa

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