martedì 9 ottobre 2012

La comunicazione di coppia

Serena Bagli
La comunicazione è da sempre riconosciuta come la colla che tiene unita una coppia. 

Ci si deve parlare, ci si deve aprire, si deve discutere… E cosa pensereste se vi dicessi che si deve anche litigare?

E’ proprio così, perché a volte il silenzio che poniamo “per non ferire l’altro” o “per non dire anche questo” finisce col rivoltarsi contro noi stessi. 


Spesso sento dire dalle coppie frasi tipo: “No questo non glielo dico, lasciamo perdere se no per una stupidaggine litighiamo…”. E’ chiaro, non sto dicendo che si dovrebbe litigare tutto il tempo, ma se uno a qualcosa da dire, lo deve dire, anche se sembra piccolo, banale o stupido.
 E questo serve a farsi conoscere al partner perché, non importa da quanti anni stiamo insieme, se non penso di dovergli o potergli dire tutto ciò che vorrei, in qualche modo mi nascondo.

Cosa diversa è quando una coppia litiga dalla mattina alla sera senza mai tregua, quando la comunicazione è sempre litigiosa si dice che il problema non sia nel contenuto della comunicazione ma nella relazione stessa. 

Facciamo un esempio. Lei: “Ti avevo detto di mettere a posto le scarpe ma come tutti i giorni non l’hai fatto!” e si arrabbia, lui: “Ed io ti avevo detto di non urlarmi la mattina presto e tu, come tutti i giorni, non mi hai ascoltato!” e si arrabbia anche lui. 
E’ facile in queste situazioni andare avanti così anche su milioni di altri argomenti… In questo caso quello che importa non sono certo le scarpe o l’aver urlato la mattina presto, ma il fatto che i due non si ascoltano e non si vanno incontro, questo perché da tempo è successo qualcosa che impedisce loro di avvicinarsi. In questo caso non è la comunicazione che serve a sistemare le cose, ma provare a capire come sono arrivati a quel punto e cosa c’è che realmente da loro fastidio.

Altro tipo di comunicazione singolare è quella che avviene in una coppia che sembra sempre litigiosa ma apparentemente questo non guasta mai le cose. Non so se vi è mai capitato con coppie del genere di pensare: “ma litigano per davvero o giocano soltanto?”. 
 Spesso accade che il litigio apparente sia in realtà un modo per stuzzicarsi reciprocamente e di dirsi tra le righe: “Si cara/o anch’io ti amo ancora”. Il litigio diventa una routine di gioco e finisce che non ne possiamo fare più a meno.

E che dire di quelle coppie che invece usano il silenzio come arma? Di sicuro è una delle armi più taglienti che ci siano nei rapporti a due, ma, ricordate, a lungo andare logora parecchio.

La cosa più bella della comunicazione umana è che non avviene solo attraverso il linguaggio (e questo vale per tutti i rapporti!) ma avviene anche attraverso lo sguardo, i gesti, la postura, l’intonazione della voce, la rapidità con cui scandiamo le parole… insomma esistono tantissimi segni del nostro comportamento che comunicano all’altro qualcosa.
La percentuale di comunicazione non verbale che recepiamo è altissima in confronto a quella verbale, risulta pari al 93% della comunicazione totale in condizioni di norma, ed è ancora più alta in condizioni di patologia. Spesso non sappiamo nemmeno di trasmetterla e dati certi dimostrano che essa ha un impatto molto più forte su di noi di quella verbale. 

Questo avviene perché passa da un livello di non consapevolezza, è la comunicazione delle emozioni, e per tanto non passa dalla ragione.

Quindi, riassumendo, possiamo litigare a voce e comunicarci a sguardi tutto il nostro amore, o non litigare affatto e rimanere impassibili l’uno all’altro, incredibile vero?
Serena Bagli, Psicologa

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