giovedì 8 novembre 2012

L’adolescente di oggi


Come tutti sanno l’adolescenza è una fase di cambiamento importante nella vita delle persone: ci ricordiamo bene la prima volta che siamo andati via la sera; la prima volta che, per un ragazzo, ci si è rasati o, per una ragazza, ci si è truccate; la prima volta che ci siamo sentiti “grandi”. 

L’adolescenza è un importante periodo di passaggio: si passa dall’essere bambini al diventare adulti, e non è certo una cosa semplice! Molti in questo percorso fanno degli scivoloni e non sempre si arriva ad essere completamente adulti. 

Qualche anno fa è uscito un film molto carino su questo argomento, “Immaturi”, e credo che rappresenti molto bene questa condizione di passaggio. Si tratta di una processo che, in qualche modo, tende a non finire mai, non arriva un punto in cui si può dire: oggi sono veramente adulto. Esistono sempre dei punti di immaturità in ognuno di noi e non sempre è facile rendersene conto. 

Ma perché questa fase è così significativa? Perché durante l’adolescenza inizia un progressivo distacco dalla famiglia d’origine. Piano piano diventiamo grandi, cambiamo di ruolo, e ci assumiamo delle responsabilità nuove, diverse. 


Da bambini venivamo accuditi in tutto e per tutto ma quando si diventa grandi dobbiamo imparare a cavarcela da soli e, successivamente, dobbiamo imparare ad essere noi un punto di riferimento per gli altri. Cambia il vestito che dobbiamo saper indossare, cambiano i modi di portarlo. Spesso quando c’è un passaggio di ruoli si creano dei conflitti in famiglia. Non è solo un cambiamento dell’adolescente ma è un cambiamento anche per i genitori: si può dire che tutta la famiglia viene messa in discussione. 

Le madri si ricordano di quando erano ragazzine, la loro gioventù, le loro aspettative, i desideri, le speranze inespresse… I padri ricordano le ambizioni giovanili, le imprese gloriose di quegli anni, ciò che avrebbero sempre voluto fare e magari non hanno mai fatto… Inizia la cosiddetta: crisi della mezza età. Oltre al pensiero si riattivano degli importanti vissuti circa la propria passata adolescenza, ci si domanda: com’erano i rapporti con i miei genitori all’epoca? Cosa provavo? Dove avrei voluto essere da adulto? E dove sono invece adesso?

Tutto questo turbinio di emozioni viene trasmesso all’adolescente che in qualche modo percepisce questo bagaglio. Nella famiglia iniziano a circolare sensazioni forti che erano rimaste in cantina da troppo tempo. Anche a livello ormonale c’è un bel cambiamento: i figli hanno una sorta di esplosione mentre i genitori entrano in una nuova fase. E’ il tempo che passa, e questo crea sconvolgimento: da una parte c’è la nostalgia del passato e dall’altra l’ansia per il futuro.

Gli adolescenti di oggi si trovano in grossa difficoltà rispetto agli adolescenti di una volta, per una miriade di ragioni. Innanzitutto non hanno certezza sul proprio futuro. Anni fa un giovane adulto sapeva perfettamente che c’era posto per lui nel mondo, sapeva che si sarebbe potuto trovare un lavoro e avrebbe potuto poi essere indipendente. 


Oggi questa sicurezza manca, anzi, c’è la consapevolezza del possibile fallimento. Gli adolescenti di oggi stanno vivendo la crisi economica dei loro genitori e si sentono sempre di più tagliati fuori da questo mondo che non hanno ancora conosciuto. In secondo luogo c’è la sempre più frequente mancanza di figure di riferimento diverse dai propri genitori: non ci sono più le famiglie allargate e sempre più ci si trova senza reti parentali e sociali di rilievo. Questa rete protettiva serviva soprattutto a far funzionare le famiglie che, quando sono sole, si trovano in difficoltà. 

E’ vero che stretti rapporti di vicinanza con i parenti non sempre sono facili, ma di fatto creano una solida rete sociale per la famiglia e per i ragazzi. Poi è chiaro, c’è famiglia e famiglia, non esistono casi uguali, ma sappiamo che la solitudine dei nuovi genitori spesso è un fattore di rischio per i figli, a qualsiasi età. Nel caso degli adolescenti è una situazione ancora più complessa perché l’uscita dal nido renderà i genitori ancora più soli.

Come aiutarli dunque a superare indenni questa fase delicata?

Rinforzando tutte le risorse possibili, aiutandoli a non isolarsi, ad avere amicizie e punti di riferimento, aiutarli a cercare uno scopo nella vita. Dobbiamo aiutare i ragazzi a trovare un loro posto nel mondo e nella società e per farlo dobbiamo essere noi i primi a crederci.


Serena Bagli
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