venerdì 14 dicembre 2012

Cos’è la Psicologia Scolastica?

La scuola ricopre una fetta importante della nostra vita: si tratta della prima situazione dove ci mettiamo alla prova, il primo momento sociale nel quale siamo portati ad interagire con gli “altri” che non fanno parte della nostra famiglia, il primo luogo in cui spendiamo gran parte del nostro tempo fuori di casa.

La scuola rappresenta un punto centrale nella formazione di qualunque persona ed è sede delle nostre prime vittorie o dei primi fallimenti, in tutta una serie di ambiti. 


All’interno del mondo scolastico ci sono tante componenti e tante relazioni che vanno ad incidere sulla buona riuscita della formazione dei singoli studenti e delle classi, come ad esempio: la qualità degli insegnanti, la loro motivazione, i gruppi che si creano, chi dirige la scuola, il rapporto tra gli insegnanti, il rapporto tra i genitori e l’organizzazione della scuola e delle classi in generale.

La psicologia scolastica è la disciplina che studia i problemi psicologici della scuola, dei docenti, degli scolari e a volte anche dei genitori. Per quanto gli aspetti da valutare siano tanti, questa disciplina si focalizza principalmente su due ambiti:

Ricercare le motivazioni che rendono uno scolaro meno efficiente di un altro, pur non avendo disturbi psichici.

Rilevare la presenza di gravi o lievi anomalie, per le quali propone un’assistenza sistematica per l’intero ciclo degli studi o per il periodo di tempo necessario alla soluzione del problema.

Gli psicologi che s’interessano di tale settore si occupano di diverse cose: se richiesto, possono sottoporre gli scolari a test mentali per valutare il loro livello psichico e sociale, possono fare colloqui con familiari e docenti e possono anche fare consulenze psicologiche di supporto alla famiglia per favorire un’interazione più compatta con la scuola medesima. Vengono utilizzati vari strumenti e tecniche per valutare: i livelli di apprendimento dei ragazzi, le relazioni sociali, l’emotività, vari tipi di problematiche comportamentali, l’orientamento scolastico etc..

A volte nelle scuole si può trovare lo sportello d’ascolto che ha la funzione di andare a monitorare tutti questi processi ed intervenire in modo da bloccare i problemi sul nascere o, eventualmente, indirizzare i diretti interessati verso un aiuto specialistico esterno.

La prevenzione in ambito scolastico prevede tre filoni principali: la prevenzione delle difficoltà di apprendimento, quella del disagio psicosociale e quella della dispersione scolastica.

Sono possibili tanti tipi di intervento che possono riguardare: gli alunni, gli insegnanti o i genitori. 


Si può intervenire: nei nei casi di difficoltà o disturbi dell’apprendimento, nei casi di difficoltà socio-relazionali, nel caso di problematiche del comportamento come l’iperattività o il bullismo, in situazioni di disturbo cognitivo grave, in problematiche emotive di uno o più alunni e così via. 

Per quanto riguarda gli insegnanti e i genitori, gli interventi vengono fatti ad esempio per progettare l’orientamento scolastico, per fare educazione socio–affettiva, emotiva e sessuale ai ragazzi, per promuovere l’integrazione multietnica, per coinvolgere i genitori nelle attività scolastiche, etc.

Il mondo scolastico è complesso e stratificato, ci siamo passati tutti e continuiamo a passarci anche da genitori o insegnanti… Lo psicologo interviene proprio all’interno di questa complessità, per migliorare i rapporti e favorire la crescita degli allievi, tenendo uno sguardo globale sulle dinamiche di insieme.

Dott.ssa Serena Bagli, Psicologa

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