venerdì 10 marzo 2017

"Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

Le donne di Lugo
Di Giacomo Casadio


Tutto sta cambiando ma resta il ricordo di ciò che ha caratterizzato per decenni la vita lughese, piena di contraddizioni, di contrasti, di scontri anche molto duri e sanguinosi, specialmente durante la lunga notte del nazifascismo, ma che poi è riuscita a dare il meglio di sè negli anni della ricostruzione morale, civile e anche urbanistica, pur con alcune evidenti e detestabili cadute di stile.

La gioia di vivere e di rinascere alla fine del conflitto ce la offre questa stupenda immagine di una splendida anonima ragazza, ripresa nel Tondo, che può rappresentare lo spirito del tempo.

Una panchina sul viale frequentato da ciclisti, un obiettivo che coglie l’attimo, una decisione rapida e le gonne si alzano e volano: l’orgoglio e la certezza di essere bella, nella speranza di un futuro migliore.

Dietro di lei il Viale Orsini e gli orti Brusi, spazio ancora agricolo ma che sarebbe stato lottizzato da lì a poco. Ciò non sembra riguardare la bella signorina. 



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Anche una coppia decide di affidare al fotografo la rappresentazione della passione e del bisogno di amore, seppure condizionata da un evidente ma sincero approccio teatrale, o meglio, cinematografico.

Non occorre altro che una strada di campagna deserta, un folto di erbe spontanee, il profumo della primavera nell’aria, gli occhiali da sole accuratamente appoggiati sulla terra e un fotografo che acconsente di scattare una splendida foto a due anonimi innamorati. 






Le sartine !

Imparare un mestiere negli anni del dopoguerra era importante per integrare il reddito familiare. Alla donna erano affidate le attività domestiche, numerose e faticose, come cucinare, lavare, stirare, badare ai bambini, curare gli anziani e anche cucire i vestiti di mariti e figli.

In alcuni casi bastava attaccare bottoni o accorciare pantaloni e gonne, ma in altri le madri sapevano anche tagliare vestiti e cucire capi di vestiario.

La brava sarta era un punto di riferimento necessario per chi volesse imparare.

Diventò molto comune nelle case la presenza di una macchina da cucire, di solito una Singer, che ancor’oggi fa la sua figura in alcuni salotti, sotto una copertina elegante, a sostenere numerosi soprammobili o foto di famiglia.

Le ragazze cuciono con attenzione e la bambina prepara il vestitino per la bambola, con cui giocherà a lungo.



Giacomo Casadio

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