venerdì 17 marzo 2017

Hera arriva a Ravenna la medicina… della differenziata!


“Prendere in cura” lo spazio urbano in cui viviamo
 
Un camice bianco per tutti. O quasi. Medici o no, del resto, tutti i cittadini sono chiamati a “prendere in cura” lo spazio urbano in cui vivono. Partendo dall’idea che le nostre città, in fondo, funzionano un po’ come un grande corpo, le cui cellule sono proprio i cittadini.

Il messaggio arriva da Carlo Fabbri, un gastroenterologo che lavora a Bologna, deciso a portare il proprio mestiere di medico anche all’esterno del più abituale contesto ospedaliero, e la sua idea è stata sposata da Hera.

Come? Con un libro impreziosito dalla copertina firmata da Mimmo Paladino e che verrà presentato sabato a Ravenna. “Silenzioso e altre modalità” – questo il titolo dell’opera – illustra il senso della visione che ispira l’iniziativa di Fabbri, a partire dal primato che egli assegna al tema della differenza e della differenziazione.

Guardando infatti all’essere umano, sviluppato differenziandosi in organi che svolgono funzioni specifiche nell’interesse di tutto il corpo, i cittadini possono adottare uno stile di vita analogo, cooperando fra loro – anche e non a caso attraverso la raccolta differenziata – nell’interesse dell’intera comunità di cui sono parte. 

Sabato 18 marzo alle 17.30, nella splendida cornice del Museo Nazionale di Ravenna (via San Vitale, 17) in collaborazione con Librerie Coop, la pubblicazione sarà presentata dall’autore che ne parlerà con Andrea Degidi Responsabile della Redazione ravennate de “Il Resto del Carlino”.

Carlo Fabbri ha anche realizzato due campane per la raccolta differenziata del vetro, messe a disposizione da Hera, che grazie alla sua inventiva sono state decorate con grafiche e messaggi evocativi (“mi rifiuto” e “sta in campana”), che parlano al cuore di ogni cittadino, invitandolo a diventare una cellula attiva che in maniera libera – attraverso una corretta raccolta differenziata – collabora alla salute del corpo urbano in cui vive.

I profili disegnati sulle campane, riprendendo temi e stilemi derivati dall’opera di Mimmo Paladino, offrono l’immagine di un individuo aspecifico, il cui anonimato si presta a rappresentare chiunque voglia raccogliere la sfida, usando le campane e diventando così un protagonista attivo della propria città.

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