mercoledì 12 aprile 2017

BCC ravennate e imolese a confronto sui temi della riforma del credito cooperativo e della fusione con Banca di Forlì

Sempre più necessario essere più grandi


Quasi 1.000 Soci hanno partecipato agli incontri informativi organizzati dalla BCC ravennate e imolese, che hanno preso il via ad Imola e sono terminati, dopo le tappe di Lugo e Ravenna.


Al centro del confronto tra il Consiglio di Amministrazione, la Direzione e la base sociale della Banca due temi di grande interesse: la riforma nazionale delle banche di credito cooperativo ed il progetto di fusione con la Banca di Forlì.

Nel corso degli incontri informativi il Presidente Secondo Ricci ed il Direttore Generale Gianluca Ceroni hanno illustrato i tratti principali della riforma.

“La riforma – afferma il Presidente Secondo Ricci – offre oggi a noi come cooperativa di credito una grande opportunità: dare vita ad un gruppo bancario di rilevanza nazionale che si distingua per essere un gruppo bancario “cooperativo”, fedele quindi ai valori che da sempre qualificano il nostro modo di fare banca, e che al tempo stesso consenta a ciascuna BCC di mantenere la propria autonomia. 

La nostra BCC – prosegue Ricci – si presenta a questo appuntamento “pronta” e con la volontà di giocare un ruolo da “protagonista”. 

Il nostro punto di partenza è rappresentato da una BCC solida dal punto di vista patrimoniale. 

Lo dicono i numeri: il CET1 al 31.12.2016 raggiunge il 18,23%, livello ampiamente superiore a quello imposto dalla normativa e alle medie di sistema; il patrimonio della Banca assumerà il valore di circa 312 milioni di euro dopo l’approvazione del bilancio con la destinazione dell’utile 2016. Siamo una delle BCC di riferimento del sistema e vogliamo continuare ad esserlo.”

Sono stati inoltre presentati alla platea dei Soci i dettagli del progetto di fusione con la BCC di Forlì, avviato a ottobre del 2016 con la elaborazione del Progetto Industriale e sottoposto alla Banca d’Italia, che ha rilasciato l’autorizzazione lo scorso 21 marzo. 

Ora saranno le Assemblee dei Soci delle due banche a doversi esprimere sul progetto il prossimo 6 maggio. “Nel corso del 2016 abbiamo fatto insieme alla Banca di Forlì tutte le verifiche dei dati contabili, economici e patrimoniali del progetto di fusione – ha spiegato il Direttore Gianluca Ceroni.

La fusione ricerca l’obiettivo di costituire una realtà con una dimensione e una copertura territoriale più rilevante: la nuova realtà post fusione potrà contare su 27.000 Soci, 130.000 clienti, 67 filiali dislocate su territori complementari ed omogenei, oltre 600 dipendenti; il patrimonio ammonterà a 350 milioni di euro.

La fusione comporterà inoltre la possibilità di una riduzione di costi operativi e ottime opportunità di sviluppo commerciale.” L’aggregazione delle due banche è del tutto in linea con lo spirito della riforma del sistema delle BCC, che ha l’obiettivo di mantenere la presenza sul territorio di un minor numero di BCC, più strutturate ed efficienti.

Riferimenti: Ufficio Soci e Relazioni Esterne soci@inbanca.bcc.it


Ed i nostri piccoli Comuni da duemila abitanti??

ana

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1 commento:

  1. Le Filiali della BCC sono diffuse su molti comuni piccoli e grandi e anche in tante frazioni.....

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