martedì 11 aprile 2017

Depressione male del secolo

Sono 300 milioni nel mondo i malati

L' Oms ha lanciato l’allarme: la depressione è il vero male del ventunesimo secolo. Nel mondo colpisce più di 300 milioni di persone, una cifra aumentata del 18% tra il 2005 e il 2015. 


E a questo tema l'agenzia speciale dell'ONU per la salute ha dedicato il 'World Health Day' che si celebra il 7 aprile, anniversario dell'istituzione dell'organizzazione. 

Persino nei Paesi ad alto reddito, sottolinea l'Oms, il 50% di chi soffre di depressione non accede ai trattamenti, e in media solo il 3% del budget sanitario è impiegato in questi problemi, una cifra che è meno dell'1% nei Paesi poveri, ma non supera il 5% in quelli ricchi. 

L'inattività in questo campo costa al mondo mille miliardi di dollari l'anno, mentre un dollaro speso per mitigare il problema ne rende 4 in termini di maggiore produttività e migliore salute. 

Il primo passo da fare, spiega l'organizzazione, è far uscire allo scoperto chi soffre di patologie mentali, che spesso tende a nasconderle. 

"Lo stigma continuo associato alle malattie mentali è la ragione per cui abbiamo chiamato la nostra campagna 'let's talk' - spiega Shekhar Saxena, direttore del dipartimento di Salute Mentale dell'Oms -. 

Per qualcuno che convive con la depressione, parlare con una persona di cui si fida è spesso il primo passo verso la terapia e la guarigione".

Dal punto di vista della salute, sottolinea il materiale pubblicato per la campagna, la depressione è anche un fattore scatenante per altri problemi e condizioni mediche. 

Aumenta il rischio di abuso di sostanze e di malattie come il diabete.

"È vero anche l'opposto - si legge -: le persone che hanno queste malattie sono a più alto rischio di depressione". 

I vertici dell’Oms, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, lanciano l'allarme mettendo in guardia dai rischi della depressione perché nei casi più gravi si può arrivare anche al suicidio: mancanza di appetito, sonno disturbato, chiusura in sé stessi sono sintomi che devono essere presi in seria considerazione.

Giovanni D’AGATA

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