venerdì 14 aprile 2017

"Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

Il funerale della contessa Baracca
di Giacomo Casadio


Il 9 novembre 1949 si svolsero in pompa magna i funerali della contessa Paola Biancoli Baracca, madre di Francesco.

Erano presenti parenti, amici e alti ufficiali dell’Areonautica, fra cui il figlio del colonnello Piccio, medaglia d’oro e compagno dell’eroe lughese, il sindaco di Lugo, il Pretore e un rappresentante del governo. Il feretro fu portato a spalla dal palazzo di famiglia fino alla chiesa di San Francesco e poi al cimitero, attraversando tutta la città.



L’uscita del feretro dalla chiesa, preceduto anche dai motociclisti del Moto Club Baracca e accompagnato dai familiari, ricevette un commosso saluto dal popolo di Lugo, al di sopra di qualsiasi bandiera.



Il feretro sostò nella piazza dedicata al figlio mentre nel cielo un aereo dell’aviazione civile volteggiava lentamente lanciando garofani bianchi.



Al passaggio del funerale presso il molino Figna apparvero nel cielo due gruppi della 91a Squadriglia Caccia “Francesco Baracca” che vollero ricordare il figlio eroe della Prima Guerra Mondiale e il suo contributo alla vittoria finale.



La cerimonia si concluse nella tomba di famiglia al cimitero

Il progetto architettonico e il complesso decorativo della Cappella per la Tomba Baracca fu opera di Roberto Sella (Lugo, 1878- Faenza, 1955).


Essa fu ideata nel 1923 ed esibisce “un'eclettica dovizia di materiali nobili, valorizzati da una lavorazione di altissimo pregio. Gli esecutori furono tutti di grande bravura, magistrali interpreti dell'ideazione e dei disegni dell'artista.”


La cancellata è a maglia di ferro battuto e l'arca monumentale è ricavata dal bronzo fuso dei cannoni austriaci catturati in guerra.


L'abside ricorda la volta stellata di Galla Placidia a Ravenna con un cielo cobalto punteggiato di stelle d'oro su cui svetta la figura della Vittoria alata che reca in mano il cuore fiammeggiante dell'eroe.


(notizie ricavate dalla pagina di riferimento del Museo Baracca)


Giacomo Casadio

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