giovedì 13 aprile 2017

Grande cerimonia in ricordo degli indiani che liberarono Lugo

Riceviamo e pubblichiamo


Erano anni che non si vedeva una cerimonia così importante e con tante alte autorità straniere. Si è svolta in ben quattro appuntamenti senza la benché minima sfasatura, ma con la soddisfazione degli organizzatori e – soprattutto – il plauso delle personalità invitate.


È stata organizzata dall’amministrazione comunale di concerto con l’Unuci, le circoscrizioni di Bizzuno e di San Potito, il sodalizio Amici di San Potito e dall’Argyll Romagna Group. 


Queste Sono riuscite a portare nel territorio di Lugo l’attaché militare dell’Ambasciata Indiana Yogini Sheoran, un responsabile della Royal Navy canadese, una collega della Royal Canadian Air Force, unitamente ad altri amministratori comunali romagnoli, grazie all’azione individuale delle professoresse Rosalia Fantoni e Claudia Pirazzini, del presidente Renzo Preda, dello storico sammarinese Daniel Cesaretti e dei loro collaboratori e dei responsabili comunali di vari dipartimenti che per parecchi giorni non hanno lesinato sacrifici per portare a buon fine l’impresa.

Importante l’apporto del dirigente del GeoParco di San Potito, Ermete Bartoli. Una speciale riconoscenza ai reenactor dell’Argyll Romagna Group che hanno approntato un perfetto picchetto “armato” in tre cerimonie e nella quarta tappa ben due postazioni military rievocative del passaggio del fronte del 9 aprile 1945.

La prima tappa ufficiale si è svolta presso il Monumento al 1st Jaipur Infantry, la seconda allo scoprimento di una targa ad Ali Haidar a ridosso dell’argine del fiume Senio sul lato di Bizzuno, la terza presso l’argine del lato di San Potito con lo scoprimento di una targa in ricordo di Namdeo Jadhao e la quarta ed ultima tappa presso il GeoParco dove è stato presentato un libro dal ricercatore Daniel Cesaretti in ricordo dei due soldati ricordati decorati di Victoria Cross ed appartenenti all’8th Indian Division. Apprezzati da tutti i pregevoli fossili presenti a cornice.

La sinergia messa in campo è stata inoltre ben apprezzata da numerosa cittadinanza e da rappresentanze delle associazioni combattentistiche, patriottiche e d’arma che hanno fatto da suggestivo corollario alle quattro tappe, soprattutto a quelle impegnative sugli argini dello storico fiume, ove la logistica avrebbe potuto inficiare la perfetta organizzazione per vetture e partecipanti.

Enio Iezzi
Foto di Fabrizio Lolli postate su facebook

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