sabato 15 aprile 2017

Per non arrossire

Di Roberto Vittoriani
Per non arrossire
 (a mia madre che mai ho conosciuto)
Ritorno ancora
 al vagabondo ricordo
di un volto che non c’è.
Mia madre,
un po’ distratta,
non percepì un palpito d’amore anche per lei
e in me s’accrebbe il senso del mistero,
che generò una voglia mal repressa
di leggere un  perché .
Ti ho pensata in lacrime
sullo stelo di un fiore  a primavera
e scopro  la tua immagine giovane,
fiorente e poi piacente.
Inutilmente.
Ti ho vista in cerca delle stelle,
di una casa, di una cuccia.
Ora, chissà dove tu sei,
corona di rosari dolorosi,
ad attendere l’inizio di una vita,
la fine di un disinganno
che si incarna in un corpo avvizzito
dal tempo e dall’attesa.
Stiam camminando per la stessa strada,
ci darem  la  mano a capo di ogni sofferenza.
Stringiamoci all’eterno
Dove ogni incontro è certo.
Cancellati i volti  rimane la certezza che non fa arrossire. ( R. V. )


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