giovedì 13 aprile 2017

Quale è il profilo delle imprese femminili in provincia di Ravenna?

Riceviamo e pubblichiamo

Al 31.12.2016 sono 7.361 le imprese femminili, il 20,9% del totale delle imprese attive, distribuite nei settori commercio, agricoltura e servizi e per lo più ditte individuali.


Attraverso l'Osservatorio per l'Imprenditoria Femminile del sistema camerale, basato su dati del Registro Imprese, è possibile estrarre dati ed informazioni puntualmente aggiornati sulle “Imprese Femminili”, cioè imprese la cui partecipazione di genere, per il controllo e la proprietà, è superiore al 50%.

Secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio, in provincia di Ravenna al 31.12.2016 sono risultate attive 7.361 imprese femminili; il tasso di femminilizzazione, cioè l'incidenza percentuale sul totale di imprese attive, è risultato pari al 20,9%, in linea con quello regionale (20,9%), ma inferiore alla media nazionale (22,5%). Entrando nel dettaglio comunale, si evidenzia il più alto tasso per i comuni di Cervia e Ravenna (22,7%) ed il più basso per Cotignola (15,6%).

Per quanto riguarda la distribuzione per settore di attività, le 7.361 imprese femminili sono state rilevate per il 28,2% nel Commercio, per il 16,3% nell'Agricoltura e, a seguire, “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” e “Altre attività di servizi”, rispettivamente con il 12,9% ed il 12,8%.

L'analisi per natura giuridica mostra che le ditte individuali continuano ad essere la grande maggioranza delle imprese femminili ravennati (69,8%); il 16,6% sono invece società di persone ed il 12,2% società di capitali. Molto più contenuta la scelta di strutturarsi in forma di cooperativa o di consorzio, rispettivamente, pari all'1% ed allo 0,1% del totale.

In provincia di Ravenna, il comparto che evidenzia un “tasso di femminilizzazione” più elevato, ovvero in cui le “imprese rosa” sono percentualmente più numerose rispetto al totale attive (femminili e non), risulta quello delle "Altre attività di servizi" (comprendente attività quali lavanderie, estetiste, parrucchiere ecc.), ove oltre la metà delle imprese del settore (58,6%) è femminile; seguono “Sanità e assistenza sociale” (38,6%) e “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” (34%).

Approfondendo l'analisi, si evidenzia che il 25,6% (1.884 in valore assoluto) delle imprese femminili operative sono artigiane; anche in questo caso, si tratta prevalentemente di imprese individuali ed il settore economico più numeroso è quello delle “Altre attività di servizio”, seguito, più a distanza, dalle “Attività manifatturiere” e dalle attività connesse al turismo (Alloggio e ristorazione).

Il 10,3% del totale delle imprese femminili ravennati, sono giovanili, cioè imprese la cui percentuale di partecipazione di giovani under 35 anni è superiore al 50%.

Sono 796 le imprese femminili che si possono definire straniere e rappresentano il 10,8% del totale delle imprese femminili del nostro territorio.

L'impresa femminile, inoltre, è valutabile anche in base al grado di presenza femminile, cioè secondo la maggiore o minore capacità di controllo esercitato da donne (quote possedute); sono classificati tre gradi di presenza crescenti: "maggioritaria", "forte" ed “esclusiva". Sul totale delle imprese individuate come "femminili", l'84,5% è a presenza "esclusiva", il 12,6% "forte" e il 2,8% "maggioritaria". Analizzando quindi le modalità in cui le donne organizzano la loro presenza nelle imprese, i dati segnalano che le imprenditrici della provincia di Ravenna preferiscono essere leader indiscusse all'interno della propria azienda.

Per quanto riguarda l'analisi temporale, la variazione percentuale delle imprese femminili attive al 31 dicembre 2016, rispetto all'analogo periodo del 2015, mostra una leggera flessione pari a -0,7%, più contenuta però rispetto al calo riscontrato per il totale delle imprese attive della provincia (femminili e non, pari a -1,3%); in aumento, seppure modesto, invece la variazione media nazionale (+0,5%); all'insegna della stabilità la % media regionale (+0,03%).

“Nonostante un Welfare che non aiuta le imprese, e soprattutto le loro titolari, i dati sottolineano che le imprese al femminile riescono a reagire meglio alle complessità dei mercati e della congiuntura – commenta Chiara Roncuzzi, Presidente del Comitato per la promozione dell'Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Ravenna”.

Per le imprese femminili ravennati, riscontri positivi per i settori del “Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese” (+2,7%), ”Servizi di informazione e comunicazione” (+2,6%), “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento” (+8,0%), “Attività finanziarie e assicurative” (+4,1%) e “Attività immobiliari” (+4,8).

Nel corso del 2016, al Registro Imprese di Ravenna si sono iscritte 582 imprese femminili, ma 652 hanno cessato l'attività, evidenziando così un saldo negativo pari a -70 (al netto delle cosiddette cancellazioni di ufficio, cioè quelle di tipo puramente amministrativo).

Per approfondimenti si rimanda al sito www.ra.camcom.gov.it.

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