martedì 18 aprile 2017

Sanità, area vasta e servizi di prossimità

Riceviamo e pubblichiamo
Di Gianfranco Spadoni

Il progetto di Area vasta nella sanità e gli effetti in parte prodotti dalla spending review legati ai tagli dei posti letto in ospedale e alla conseguente attivazione di esperienze alternative e complementari sul territorio sono partiti ma non ancora a completo regime.

Se si considera la consistente contrazione di posti letto e un nuovo concetto di ospedalizzazione che tende a favorire il ruolo dei distretti socio sanitari e dei servizi di prossimità ai cittadini sul territorio, nella programmazione dell’ azienda sanitaria locale deve essere ancora perfezionato il tassello delle prestazioni di primo livello.

In altre parole i servizi alternativi al Pronto soccorso e al ricovero ospedaliero vanno completati per non danneggiare i cittadini costretti a subire l’oggettiva riduzione di prestazioni ospedaliere e la forte limitazione dei ricoveri stessi.

Giacché l’ospedale con la nuova impostazione organizzativa rappresenterà il luogo riservato alle emergenze e alle patologie acute, mentre sul territorio sarà trasferita una cospicua articolazione di assistenza alternativa e di cure primarie. Proprio questo forte carico di lavoro aggiuntivo spostato sul territorio, oggi i servizi presentanolimiti evidenti e palesi inadeguatezze destinate a creare disagi.

Le case della salute e i nuclei di cure primarie, a tutt’oggi sono in fase embrionale, mentre, secondo lo spirito della legge, dovrebbero rappresentare l’ alternativa già funzionante da parecchio tempo. Non va dimenticato, inoltre, la necessaria integrazione con il sistema offerto dai medici di base, quale anello fondamentale del sistema, ma la cui organizzazione è già in condizioni di sovraccarico di competenze e di orari.

Il grosso rischio, insomma, è rappresentato dal difficoltoso avvio della nuova articolazione territoriale e dalla riduzione dei posti letto,senza che il territorio sia attrezzato per svolgere le nuove funzioni di prossimità al cittadino e il sovraccarico derivato dal nuovo lavoro aggiuntivo.

In ultima analisi e alla luce dei fatti, dunque, siamo davvero certi che le strategie siano mirate al risparmio e alla riqualificazione della spesa, all’ unificazione degli apparati, al contenimento del numero dei dirigenti e a evitare la ridondanza organizzativa, senza abbassare i livelli dei servizi e privo di nuovi aggravi sempre a carico dei cittadini?

Gianfranco Spadoni
Consigliere Civici Provincia di Ravenna

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