martedì 18 aprile 2017

Veglia pasquale nella Cattedrale di Imola

L'omelia del Vescovo

La notte di veglia che abbiamo trascorso insieme a conclusione del triduo pasquale è veramente il “lavacro del grande riscatto”, per usare le parole di un inno liturgico, è il battesimo del mondo intero, quel rito di rigenerazione che in molti abbiamo invocato insistentemente, sgomenti per le tante vittime innocenti delle guerre e degli atti di terrorismo moltiplicati proprio in questa settimana santa.


Le molte letture che abbiamo ascoltato, intercalate con canti e preghiere, hanno composto la sintesi completa della storia che ci ha preceduto, che stiamo tuttora vivendo e che si risolve nella risurrezione finale, cioè nella vittoria di Cristo su satana, della vita sulla morte, della giustizia e dell’amore sulle potenze del male.

L’ingresso di nuovi membri nella Chiesa, attraverso il battesimo e gli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana - anche se viene compiuto in tante parrocchie disperse - fa risaltare l’effetto immediato, concreto, del rinnovamento che sta avvenendo attraverso la veglia pasquale. La Chiesa infatti, sulla faccia della terra, proprio in quest’ora cresce per numero di membri e perfervore di carità fraterna. I nuovi battezzati - da estranei o addirittura nemici che erano - vengono festosamente accolti e collocati nella dignità di figli. Anche la nostra diocesi, in questa notte, si arricchisce di sette nuovi cristiani adulti a Conselice, a Lugo, Massa Lombarda e qui in città.

Non ci è più consentito di essere tristi e lamentarci, cari fratelli e sorelle. Disponiamoci piuttosto a prolungare la festa pasquale per tutto il tempo che andrà fino al giorno di Pentecoste, includendo tante celebrazioni di cresime, prime comunioni, battesimi di bambini e matrimoni: tutti sacramenti che scaturiscono dalla celebrazione di questa notte e costituiscono scelte irrevocabili, da parte di Dio. Cristiani lo si diventa per sempre, il battesimo - come anche la confermazione - non può essere cancellato.

Fate in modo, miei cari, che nelle vostre case, dopo la visita del ministro di Dio per la benedizione pasquale, entri la festa ed entri la pace. Mantenetele sgombre da tutto ciò che può spegnere il fervore delle opere buone e l’affetto sincero. Siate sempre disposti a perdonare gli errori, nei quali tutti siamo soggetti a cadere. Rendetele sempre aperte a quanti stanno peggio di voi.

Per fare di tutto ciò non un vago proposito, ma un impegno pubblico e corale, invocheremo ora l’intercessione della Madre del Signore e dei santi e, dopo aver benedetto l’acqua lustrale, rinnoveremo le promesse del nostro battesimo, concludendo la veglia con la solenne Eucaristia pasquale.

Confortiamoci a vicenda e rallegriamoci profondamente, perché siamo stati raggiunti dalla misericordia di Dio nonostante la nostra indegnità; grazie a questo rito, tutto si rinnova. Ci assista sempre la Madonna, che nella sua Immagine detta “del Piratello” accoglieremo in questa cattedrale il mese prossimo, per la quattrocentesima rogazione annuale.

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