venerdì 26 maggio 2017

A Faenza si ricorda Giovanni Dalle Fabbriche a 25 anni dalla scomparsa

All'"estero" ma ci piace


L’incontro si svolgerà alle 20,30 nella sala a lui dedicata in via Laghi 81


Oggi, venerdì 26 maggio, alle ore 20,30 verrà ricordato l’importante contributo che il cooperatore faentino Giovanni Dalle Fabbriche ha portato alla comunità locale e allo sviluppo del movimento cooperativo nazionale. L’incontro, promosso nel 25esimo anniversario dalla sua scomparsa, si svolgerà a Faenza, nella sala a lui dedicata, in via Laghi, 81.

Ne ricorderanno la figura Edo Miserocchi e Daniele Quadrelli che sono stati due suoi stretti collaboratori, all’allora Cassa Rurale ed Artigiana di Faenza e alla Federazione Regionale delle BCC, fino a diventarne entrambi direttori per un lungo periodo. Inoltre interverranno Carlo Dalmonte, presidente di Confcooperative Ravenna, Everardo Minardi, Presidente della Fondazione Dalle Fabbriche e Livia Bertocchi, collaboratrice della BCC ravennate e imolese e attualmente Presidente dei Giovani Cooperatori di Ravenna.

Giovanni Dalle Fabbriche è stato Presidente - dal 1965 fino alla sua scomparsa nel 1992 - della Cassa Rurale ed Artigiana di Faenza, uno dei partner fondamentali che nel tempo hanno costituito l’esperienza bancaria e cooperativa oggi diventata “la BCC - ravennate, forlivese e imolese”.

Sotto la sua presidenza, da cooperativa appena costituita, la banca è diventata il più importante istituto di credito della città.

Inoltre ha contributo alla costituzione e allo sviluppo di molte realtà imprenditoriali cooperative, soprattutto del settore agro-alimentare.

Ricordarlo significa fare memoria dei valori, della tenacia, della intraprendenza che hanno portato uomini coraggiosi a realizzare il sogno di creare imprese nelle quali i soci, i dipendenti e tutta la comunità potessero sentirsi protagonisti del loro futuro.

Come scrive Salvatore Banzola, suo collaboratore recentemente scomparso: “Giovanni Dalle Fabbriche ebbe un ruolo primario nel ridefinire, sperimentare e patrocinare il solidarismo nell’area faentina nel dopoguerra: in un secondo tempo diventerà il vero e più importante ‘politico’ della cooperazione di credito, ai massimi livelli regionali e nazionali”.

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