giovedì 11 maggio 2017

Attività fisica e diabete melito

Il medico risponde. Il Salus Medical Center

A cura del Dott. Piero Melandri già Responsabile Servizio Diabetologico O.C. Lugo.
Attualmente medico specialista diabetologo presso Poliambulatorio Salus Medical Center Lugo



Nei paesi occidentali l’introduzione delle macchine in ambito lavorativo è stato un grande progresso che ha alleviato le persone da lavori troppo usuranti ma si può anche affermare che negli ultimi decenni l’impegno fisico quotidiano è andato calando e non consente più un adeguato dispendio energetico rispetto all’abbondante quantità di cibo di cui disponiamo abitualmente.





Di conseguenza è necessario sforzarsi per fare attività aggiuntive rispetto al movimento di tutti i giorni. Questo vale per tutti, dall’infanzia alla tarda età, perché la sedentarietà tipica delle società industrializzate è un comportamento innaturale, nocivo all’equilibrio psicofisico, che predispone a tutte le malattie di tipo metabolico come l’obesità, il diabete mellito di tipo 2, l’ipertensione, l’innalzamento di trigliceridi e colesterolo.


Se tutto ciò è vero per la totalità della popolazione, per i soggetti già affetti da queste patologie, un incremento dell’esercizio fisico costituisce un vero e proprio intervento terapeutico che molto spesso consente un controllo della malattia anche senza l’uso di farmaci.

Già negli anni venti del secolo scorso si era notata una maggiore efficacia delle terapie nei soggetti diabetici che aumentavano il movimento; da allora sono passati diversi decenni e la conferma è arrivata da numerosi studi clinici.

Una vita moderatamente attiva, che rifugga dalle sedentarietà, comprendente una camminata di mezz’ora al giorno o un’ora tre volte a settimana, può essere consigliata a tutti i soggetti diabetici. 

Un esercizio fisico aerobico più strutturato o in palestra è senz’altro più efficace; bisogna iniziarlo gradualmente e deve essere prudentemente preceduto da una visita medica per valutare la presenza di eventuali complicanze e l’impatto della fatica sui farmaci assunti (taluni possono essere potenziati).

E’ importante scegliere il momento più opportuno per muoversi. E’ meglio non farlo subito al mattino dopo il risveglio saltando la colazione perché c’è il rischio di scarso rendimento e affaticamento precoce. Anche nelle ore più calde e umide della giornata non è consigliato per il rischio di perdere troppi liquidi e sali. Mai farlo dopo un pasto troppo abbondante perché le energie sono impegnate nella digestione o in estate in mezzo al traffico delle auto per il pericolo di inquinamento da ozono e polveri sottili. Importanti sono anche la scelta dell’abbigliamento e delle scarpe che devono essere adeguate e comode.

I benefici di un’attività fisica regolare comportano oltre a una riduzione del peso, della glicemia, della pressione arteriosa e dei grassi del sangue, anche un incremento della massa muscolare e un miglior tono cardiaco. Muoversi regolarmente riduce il rischio cardiovascolare, espande i polmoni e stimola la produzione di sostanze prodotte dal cervello come le endorfine che donano il buonumore.

In ultima analisi, oltre a migliorare i parametri metabolici, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, accresce l’autostima, riduce i livelli di ansia e depressione, migliora quindi la qualità della vita.

Dott. Piero Melandri

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