martedì 2 maggio 2017

Democrazia è partecipazione

Vengono dalle Primarie le uniche notizie positive della politica



Addirittura hanno deciso quasi due milioni di elettori. 


"Pochi", hanno avuto il coraggio di dire alcuni avversari (invidiosi?) e la stampa "ostile".

Meno di quattro anni fa, certo, ma quattro anni, con i tempi che corrono sempre più veloci anche in politica, che comunque corre a vuoto girando su stessa, che hanno registrato l'ulteriore grande calo della credibilità dei partiti per una miriade di scandali e il conseguente crollo degli iscritti.

Con una gara il cui risultato era scontato, tanto che tanti hanno detto, "Non importa, tanto vince lui, non vado, risparmio tempo e soldi (per gli atri due candidati sono andati tutti e quindi è stata ancora più travolgente la vittoria di Renzi)

E Domenica era un ponte che ha portato tanti ad andare al mare, in giro.

Dello strepitoso successo di queste Primarie, ovviamente con grande soddisfazione, ne prende atto chi nel primo Comitato Prodi italiano che nacque a Lugo, le Primarie le chiedeva con forza già oltre vent'anni fa, quando il Partito impose ai lughesi la candidatura a Sindaco dell'allora segretario Roi; per poi imporre, dieci anni, dopo quella del'allora segretario Cortesi, ed altri dieci anni dopo, quella del segretario del partito Ranalli.


"Ma quando mai rinunceranno a decidere loro?", era la risposta, addirittura anche dentro lo stesso Comitato, da parte di chi mi giudicava un marziano.


Una finestrella si era aperta per il secondo mandato di Cortesi quando "caldi del vento rigeneratore dell'Ulivo", Pirazzini accettò che fossero i lughesi a scegliersi i propri consiglieri comunali con le Primarie.

Fu un grande successo, tanti volti nuovi, tanti giovani in consiglio comunale, tanti votanti.

Una finestra subito rischiusa però, "E' tempo che la politica torni ai politici", diceva la guida della sinistra ravennate, Massimo D'alema....

Per certe cose giuste, persino anche in politica, basta avere pazienza, aspettare a valle che da monte prendano atto che era giusto, che avevi ragione.


Primarie sempre e comunque, per qualsiasi carica pubblica, ovviamente anche dopo il primo mandato: sono gli elettori che hanno il diritto di giudicare se confermare o cambiare.

Due milioni di italiani che ancora ci credono, che hanno voluto esserci!
 

Non lo si è voluto capire per troppo tempo: troppo bello era per loro decidere loro, come si è fatto a Lugo dal Dopoguerra ad oggi.

E' solo il Partito Democratico che sa tirarsi indietro (ancora non da noi!), fare un passo indietro e far decidere a chi in un sistema democratico, lo dice la nostra Costituzione, ha il potere di decidere, il Popolo, come lo chiamava il vecchio PCI.

Poi chi ha vinto, ha vinto, non importa, perchè ha vinto chi abbiamo voluto noi.

Tra i tanti elettori lughesi che Domenica hanno voluto decidere loro, pochi hanno fatto la stessa scelta, Orlando,  che ha fatto la stragrande maggioranza dei dirigenti locali del Pd, quei dirigenti che, come sottolineato, sono abituati da sempre ad imporre ai lughesi il loro sindaco, il loro segretario del loro partito.  


A 24 ore dallo scrutinio sul sito del partito c'è solo il dato provinciale, meno del 20 per cento per Orlando, la provincia dei dirigenti storicamente Dalemiani, di Bersani, di Errani...

A Lugo Orlando si sarebbe fermato al 25, i dirigenti locali del PD hanno quindi una posizione politica diversa da quella della stragrande maggioranza degli elettori PD lughesi, l'appello del primo cittadino (come sempre scelto dai dirigenti) a votare per Orlando non ha avuto grande ascolto. 

Sempre a Lugo nel voto di alcune settimane fa riservato ai pochi iscritti, Orlando aveva avuto il 50 per cento, altra musica con il voto dei proprietari del partito, gli elettori: non esiste un partito se non ci sono gli elettori!

Ancora la dirigenza locale non può non dover ragionare pesantemente sul dato che il calo dei votanti rispetto alle ultime primarie è stato tra i più alti in italia: sono stati persi 20.000 elettori, quasi la metà dei 42mila che votarono alle primarie di quattro anni fa.

Tra i grillini decidono poche migliaia (o centinaia per le piccole città), in tutto il resto dello scenario politico italiano, lo fanno i Capi.

Deve bastare questo per scegliere, è giusto scegliere chi fa decidere noi.

"Non aver paura delle primarie, mai", dice il nuovo segretario del partito DEMOCRATICO, e non perchè è lo strumento con cui ha vinto lui ma perchè oggettivamente sono la vera espressione della democrazia reale.

Arrigo Antonellini
Membro dell'ex Comitato Prodi

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento