venerdì 26 maggio 2017

Due classi del Marconi a Firenze per il 24° anniversario della stragedi Via dei Georgofili

All'"estero" ma ci piace


«Nel 1993 noi non eravamo ancora nati, ma abbiamo cercato di capire cosa accadde quella notte tra oggi venerdì 26 e domani sabato 27 maggio, all’una e 4 minuti».




Inizia così l’intervento preparato dalle classi 2A e 2B dell’Itis Marconi del Polo Tecnico Professionale di Lugo alle “Manifestazioni per la ricorrenza del 24° anniversario della strage di Via dei Georgofili”. Tali manifestazioni avranno luogo a Firenze il 26 e 27 maggio.

Che successe quella terribile notte? «Scoppiò una bomba che uccise un’intera famiglia e uno studente, fece decine di feriti e danni gravi ad alcuni monumenti, parte del patrimonio del nostro Paese, con l’intento di destabilizzare il sistema, spaventare e colpire, oltre le persone, anche una delle nostre maggiori ricchezze, l’arte, in modo da ferire con quel gesto tutti gli italiani in ciò che hanno in comune: la loro storia e quello che resta attraverso le opere d’arte. Una volta distrutte, quelle opere non possono essere più sostituite, esattamente come non si possono far rivivere le vittime né cancellare gli enormi danni che ne derivano».

Le classi dell’Itis Marconi non sono state scelte a caso, ma perché nel recente passato hanno svolto laboratori sulla legalità segnalandosi per la qualità dei loro prodotti. «E’ un onore per noi – afferma la prof.ssa Paola Dalla Valle – essere stati invitati (vedi Locandina), segno che l’impegno costante sui temi della giustizia e della legalità ha prodotto qualche effetto. Questa di Firenze è un’importante occasione per toccare con mano l’esperienza stragista e per incontrare le tante istituzioni che da anni si battono per un Paese migliore. Speriamo che tutto ciò serva per un futuro migliore».

Al termine dell’intervento dei ragazzi della durata di tre minuti e di cui qui sono stati riportati un paio di stralci, ci sono alcune domande che i giovani lughesi porranno al pubblico delle manifestazioni. Le riportiamo:
1) Sembra che l’idea di colpire il patrimonio artistico sia arrivata da un estremista nero, trafficante di opere d’arte. Risulta questo? Se è così, come è entrato in contatto con i boss mafiosi in carcere?
2) In che modo, oggi, si può portare avanti la lotta contro la mafia, dal momento che essa è molto cambiata in questi anni e fa affari anche con persone insospettabili, in tante regioni d’Italia e non solo nel Sud?
3) Vorrei sapere se le persone qui presenti sono d’accordo con Falcone il quale era convinto che la mafia avrà una fine, prima o poi.
4) Cosa dovremmo fare noi giovani per stare dalla parte della legalità, mentre vediamo spesso attorno a noi tanti esempi poco edificanti di illeciti, malaffare e scandali di ogni tipo?

Le due classi dell’Itis sono accompagnate dalle proff. Paola Dalla Valle e Marta Landi, le quali ringraziano l’associazione Pereira di Bagnacavallo per il sostegno fornito alle attività e alla candidatura delle classi in questa circostanza. (gb)

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento