martedì 2 maggio 2017

Due righe per Lele un fantasista capace di far trascorrere piacevoli serate

Lele
di Roberto Vittoriani

“ E’ giunta mezzanotte…”, questa praticamente la sigla di chiusura di un venerdì sera al ristorante- pizzeria “Il Brigantino” di Fusignano.



Ma infilarsi in auto e partire per il ritorno a casa non pare il rito più opportuno per cui si sosta nel cortile del ristorante per vivere ancora, in grande- piacevole allegria ,i vari passaggi della serata, spendere commenti che escono spontanei e manifestare, dopo gli applausi, ammirazione per quel fenomeno che risponde al nome di Lele.

Poi le risate finali , quando ormai si era in ora protetta, che ancora risuonano negli orecchi dei presenti e che si disegnano sulle labbra di amici e interlocutori , effetto di vere e proprie genialità di cui è stato capace il nostro artista.

Il termine artista non è uscito a caso , ma strappato per quanto Lele è riuscito a dimostrare in una serata di tre ore di spettacolo continuativo,interrotto appena da una sorsata di birra alla “tedesca” (poca birra, tanta schiuma, come l’ha definita lui).

Lele: artista, personaggio, chowmann, fantasista, musicista, cantante? …B ah…forse tutto questo e magari ancora qualcosa d’altro, di certo un personaggio poliedrico nel verro senso della parola, Uno di quei protagonisti che non hanno bisogno di un palco infiocchettato, ma di un microfono e di una chitarra per esplorare tutto il mondo della musica, per far vivere la piacevolezza e la profondità della musica nella sua capacità unica di muovere sentimenti, creare un brivido, un senso di tenerezza, il piacere di un abbraccio, di un bacio appoggiato su una guancia.

Ma noi vorremmo aggiungere , senza rischiare la piaggeria, che il protagonista della serata che abbiamo vissuto in grande allegria, ci è parso in alcuni momenti un vero e proprio virtuoso, un fantasista. Virtuoso per la facilità con cui riesce a padroneggiare lo strumento , fantasista per il tocco di personalità e sensibilità creativa che sa aggiungere al brano che va ad interpretare.

E di fronte a personaggio di tale caratura che dire? Complimenti e alla prossima. Poi ci è piaciuto tanto quando di passaggio è riuscito a dedicare un pezzo davvero importante ad una signora presente in sala che proprio nell’occasione cominciava l’ottantanovesimo anno di vita. Auguri signora e non dimentichi questa serata , non poteva festeggiare il compleanno in modo migliore.

Infine un cenno alla chiusura della serata condotta sul ritmo di una romagnolità condita di inventiva interpretativa e assoluta disinvoltura, in sala non c’era chi non ridesse.

Roberto Vittoriani

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento