giovedì 25 maggio 2017

Giovanni Dalle Fabbriche, avere un sogno e dare l’anima per realizzarlo

All'"estero" ma ci piace


Domani, venerdì 26 maggio, a Faenza, si ricordano i 25 anni dalla scomparsa di Giovanni Dalle Fabbriche.


“Cosa direbbe oggi Giovanni Dalle Fabbriche”? Qualcosa tipo: “Prendi in mano il tuo destino e mettiti in cammino!”

Ho avuto la fortuna di lavorare otto anni accanto a lui, gli ultimi anni della sua vita, quando divenne la persona più importante delle Casse Rurali (oggi Banche di Credito Cooperativo) nel nostro paese e viveva a Roma almeno due/tre giorni a settimana.


La sua vita è stata tutta dentro il “secolo breve”: nato allo scoppio della prima guerra mondiale, è scomparso poco dopo la caduta del muro di Berlino. Nel tempo è stato il protagonista, il leader dovunque si è trovato a vivere. Prigioniero di guerra in Unione Sovietica, insieme a padre Caroli dell’Antoniano di Bologna organizza l’Azione Cattolica nel gruppo degli italiani (non proprio il posto più adatto, ci verrebbe da dire oggi, visti i tempi e il luogo!).

In Liguria, negli anni ’50, diventa un punto di riferimento per tanti giovani che vivevano in collina, in tempi in cui la dignità delle persone era da conquistare fino in fondo: costituì l’associazione Pier Giorgio Frassati, per occuparsi sia dello spirito che della materia.

Uno di quei “giovani”, quando anni dopo lo vide intervistato al TG1 in occasione della elezione a presidente dell’ICCREA, mi disse: “L’avevamo già capito allora che sarebbe diventato una persona importante!”. Promotore e amministratore delle principali cooperative faentine negli anni ’60 - ‘80 (Cassa Rurale, P.A.F., CAVIRO), avendo come primo riferimento le famiglie di chi, attraverso il lavoro o il conferimento dei prodotti, ricavava il proprio reddito da quelle imprese.

Era instancabile, per le opere di cui aveva responsabilità in quel momento. Andava a Roma in macchina con Giannetto Zama, anche con andata e ritorno in giornata, se fosse stato necessario. Alcune volte lo accompagnai, in questi viaggi di un giorno: avevo quaranta anni di meno, ma arrivavo a casa distrutto, lui sembrava fresco come alla partenza.

Avere un obbiettivo, un compito, rende lieve la strada per arrivarci!

Nella foto: il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli consegna l’onorificenza di “Cavaliere del lavoro”, che per la prima volta viene assegnata ad un esponente del mondo cooperativo.

Tiziano Conti
Vice Presidente
Fondazione Dalle Fabbriche

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