lunedì 15 maggio 2017

Grillo e il diavolo

Riceviamo da Guido Tampieri e pubblichiamo

È fatale ad ogni fanatico annientare sé stesso.
La ragione é paziente, può resistere, può tacere ma ritorna sempre.

Erasmo da Rotterdam


Dicono che la presenza in Italia, e solo in Italia, di quella strana cosa che va sotto il nome di Movimento 5 stelle, rappresenta un bene per la nostra democrazia, una vera fortuna per noi tutti, le future generazioni, il mondo intero, forse.

Sostengono che la creatura nata nei laboratori della Casaleggio & soci rappresenta un argine al peggio, perché convoglia verso di sè persone che avrebbero altrimenti imboccato la china della destra estrema, come é accaduto con Alba Dorata in Grecia.

Detta così non sembra un giudizio lusinghiero su quella parte dell'elettorato grillino: molta gente é scontenta ma non per questo si fa attrarre da suggestioni nazifasciste.

Con o senza M5S.

Nemmeno oggi che, un po' per convinzione un po' per calcolo e molto per moda, si é deciso che le secolari categorie della destra e della sinistra, per motivi ignoti, non hanno più ragion d'essere.

In questa strampalata società convinta di essere unica quando, in realtà, riproduce, in forme tecnologiche diverse, i comportamenti di sempre.

Le nostre pulsioni, scrive Freud, sono ancora simili a quelle dell'uomo delle caverne.

E le domande che le persone rivolgono alla politica non sono cambiate.

Se uno vuole ridurre le diseguaglianze tra gli uomini, se aspira a una maggiore giustizia sociale é ancora a sinistra che la deve cercare.

Che poi non sempre la trovi é un altro paio di maniche.

Non per questo l'avrà dalla destra, che quelle diseguaglianze vuole conservare.

E men che meno da nazionalismi reazionari, che distruggono gli stessi presupposti economici e culturali del progresso sociale.

Non é una novità che i populismi si ergano a fittizi paladini degli emarginati.


Un tempo, nell'analisi di Marx, il sottoproletariato, oggi anche operai prossimi a diventarlo.

Spaventati dall'insicurezza del lavoro e dalla prospettiva di essere risucchiati nel gorgo della plebe globale.

Impotenti di fronte alla degradazione dei beni sociali che fino a trent'anni fa erano al centro delle attenzioni pubbliche e oggi sono diventati costi da minimizzare.

Ambiente, istruzione, salute: ci sono cose che hanno un prezzo, sostiene Kant, e cose che hanno un valore.

Per tutti ma in particolare per la parte più debole dell'umanità che non se le può assicurare da sola.

Spazio, quiete, tempo, dice Enzensberger, saranno il vero lusso del futuro.

Senza di essi non c'è bellezza, né grande né piccola.

Non sembra il ritratto delle nostre periferie.

Solo qualche decennio addietro i 2/3 dei cittadini erano soddisfatti della condizione che avevano raggiunto nel secolo del welfare e chiedevano continuità.

Oggi che anche il ceto medio ha perduto il suo status, quella percentuale é capovolta e il cambiamento é diventato rivendicazione della maggioranza.

É sempre accaduto così.

Se la gente non trova risposte ai bisogni insegue illusioni.

Che i demagoghi dispensano a piene mani.

Le minacce che insidiano dall'interno la democrazia sono spesso più pericolose degli attacchi esterni.

Il peggior nemico, sostiene Patrick Boucheron, professore di storia medioevale all'università della Sorbona, é la collera che erode dall'interno le istituzioni collettive, minando a poco a poco il vivere civile.

La storia ci ha insegnato che a forza di piccoli tradimenti, piccole rinunce, piccole vigliaccherie collettive un bel giorno, all'improvviso, ci si rende conto che la Repubblica, il bene comune, il vivere civile non esistono più.

Per questo, dice Boucheron, al centro dell'affresco del buon governo a Siena, figura un gruppo di danzatori che scongiurano la paura: rappresentano la volontà di mobilitare le energie e le passioni collettive per cercare di reagire contro chi corrompe la democrazia.

Per evitare che accada come a Siena, allorquando il Comune passò sotto il controllo della Signoria dopo una crisi finanziaria che aveva provocato il fallimento di alcuni banchieri, spingendo il popolo a cercare la protezione di un uomo provvidenziale.

Sembra oggi.

É su questo punto critico che ci dobbiamo soffermare.

Che i partiti tradizionali non siano stati all'altezza del compito é un fatto.

Che ci siano domande in cerca d'autore anche.

Il problema però non é intercettare dei sentimenti ma quale uso farne, per portarci dove.

Rabbia e paura sono brutte bestie.

Si può cercare di ammansirle indirizzandole verso obbiettivi onesti che un po' alla volta le riassorbano.

Oppure si possono eccitare, per farne un'arma del Bene contro il Male.

Inoculando il bacillo del sospetto in ogni cosa, agitando lo spettro di un Grande Complotto Planetario dal quale solo loro, i Salvatori dell'umanità, ci possono proteggere.

Si tratti della globalizzazione o dell'Europa, delle migrazioni, dei robot o delle vaccinazioni.

Per poi magari nascondere la mano.

Come solo i vigliacchi sanno fare.

Quando annusano la convenienza.

Non é questione di esperienza ma di onestà e responsabilità.

Il garante del M5S, a quel che si capisce, dovrebbe essere una specie di saggio, un uomo esperto, equilibrato, sapiente, cui ci si rivolge quando gli altri che esperti, equilibrati e sapienti non sono, la fanno, per così dire, fuori dal vaso.

Ma se anche il garante da di matto, beh allora la questione si fa grama.

Dicono che le boiate di Grillo sulle vaccinazioni non valgono.

Il Movimento non era ancora nato.

Poi le ha dette in quanto comico, non in veste di politico.

Come se uno, per far ridere, dovesse dire delle bugie che possono arrecare danno alla salute dei bambini.

Avete mai sentito questo genere di battute da Sordi, Benigni, Totó?

O, per allargare il campo di ricerca da Jerry Lewis, che pure faceva il "picchiatello", Fernadel, Stanlio, Ollio.

No, non ci siamo proprio.

Dopo un decennio si può ben dire: i grillini non hanno portato niente di buono.

Non hanno arginato il peggio, lo hanno veicolato.

Non sono meglio di Salvini, di Marine le Pen, sulla quale non hanno speso una parola, di Putin, che li seduce col suo autoritarismo.

Sono solo diversamente pericolosi.

Il fanatismo é il peccato originale del mondo, nemico giurato della concordia.

Che è la condizione del buon governo.

" La sfida é l'educazione al dialogo " dice Papa Francesco.

Quella sfida è persa.

Siamo diventati tutti peggiori di come eravamo, che già non era il massimo.

Le idee sul nostro futuro sono ancora più confuse.

E la comunità nazionale più disunita che mai.

La ragione, ha scritto Erasmo da Rotterdam, ritorna sempre.

Speriamo non debba attraversare territori cosparsi di rovine.


Guido Tampieri

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