venerdì 12 maggio 2017

Il mestiere dell'aria che vibra

Incontro con Marco Tutino per la presentazione del suo libro 


Oggi, venerdì 12 maggio, alle ore 21, presso la sala del Carmine di via Garibaldi, incontro con Marco Tutino per la presentazione del suo libro “Il mestiere dell’aria che vibra” (Ponte alle Grazie), ovvero una visita guidata nei segreti della musica e dell’opera lirica.
“Si tratta di una autobiografia professionale- precisa lo stesso Tutino- e riguarda una porzione del mio rapporto con la musica, l’opera lirica. Ho cercato inoltre di inserire una sorta di manuale che può essere utile ai giovani in quanto la cultura deve marciare unita, non divisa: più musica c’è e meglio è per tutti”.

Il mestiere dell’aria che vibra è il mestiere dello stesso autore, milanese, classe 1954, oggi uno dei maggiori compositori del panorama italiano contemporaneo. Da piccolo ascoltava Beethoven e Vivaldi in braccio al papà, da ragazzo ha amato i Beatles e i Rolling Stones (per non parlare di Lucio Battisti), e da giovane era indeciso tra fare il cantautore folk, l’attore Brechtiano, il militante politico o il flautista. 

Ma la folgorazione è arrivata una sera dei primi anni Settanta quando sente i congiurati di un ballo in maschera sussurrargli i loro intenti, donandogli la più forte delle emozioni. Quello è il momento in cui sceglie il “mestiere” della sua vita, quello di far vibrare l’aria. 

Nelle pagine della sua biografia racconta la passione per il proprio lavoro, la genesi delle sue opere e i segreti del palcoscenico; la sua storia di musicista e di sovrintendente poco avvezzo ai compromessi si intreccia con la storia nazionale, e nel contempo sfilano sullo sfondo le grandi opere del repertorio lirico internazionale, complete di istruzioni per l’uso. 

Le sue opere – tra cui Pinocchio, Cyrano, La lupa, Il gatto con gli stivali, Vita, Senso, Le braci e Two women sono state, infatti, eseguite nei più importanti teatri del mondo. Oggi Tutino insegna composizione presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

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