mercoledì 31 maggio 2017

Lughesi sulle orme degli eroi

Riceviamo da Enio Iezzi e pubblichiamo


Va bene, il giorno prima era passato in Giro d’Italia, però i tantissimi tricolori, coccarde e quant’altro riconducibile alla nostra Patria, sembravano fossero lì a ricordare – anche loro e finalmente! – i nostri due decorati al massimo riconoscimento nazionale.




Un gruppo di una trentina di lughesi infatti aveva fortemente voluto rievocare con una gita (veramente d’istruzione), gli olocausti di Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni sui luoghi del loro ultimo sacrificio.

L’escursione, organizzata dall’Unuci unione ufficiali di Lugo e Squadriglia del Grifo, attraverso i loro impagabili presidenti Renzo Preda e Mauro Antonellini, aveva preso l’avvio di buon’ora domenica mattina alla volta dell’altopiano di Asiago. Gran manovratore della “tradotta”, quel gran manico di Elvio della Bob viaggi che ha traghettato i lughesi fra asperità montane dove due automobili faticano a transitare.

La prima tappa al Sacrario di Asiago, dove ad attendere gli escursionisti storici erano Andrea Albonetti ed un suo collaboratore nelle vesti di ciceroni dei luoghi attraversati.

Una corona d’allora con il nastro “La Città di Lugo” è stata collocata con un’austera cerimonia nell’altare del sacrario che – neanche a farlo apposta – è prospiciente alle lapidi dei due eroici lughesi, quindi alle Case di Sambugari, luogo dove cadde Bertacchi, il gruppo ha sostato dinnanzi alla lapide apposta dai famigliari di Bertacchi nei lontani anni venti.

Il momento più suggestivo è stato però nella piccola chiesetta della Campanella dove i resti del lughese vennero momentaneamente traslati prima dello sfondamento nemico che disperse per sempre le sue spoglie. La signora che sovrintende alla cura della chiesetta è rimasta sensibilmente toccata dal vaso di colorati fiori uniti da un tricolore donato dalle due associazioni e collocato sull’altare. Forse non aveva mai visto tanti concittadini legati ad un loro figlio morto oltre un secolo fa …

Dopo un pranzo montanaro in un rifugio si è passati a ricordare anche Calderoni sul Monte Lamerle dove pure i suoi resti andarono dispersi, sempre in sopraggiunto contrattacco austroungarico. Solenne la sosta nei cimiteri italiano, austriaco e britannico a Magnaboschi prima di raggiungere l’alta cima di Monte Zovetto dove si erge il monumento alla Brigata Liguria, reparto di Bertacchi e tra le più eroiche della Grande Guerra.

Un’occhiata alla vallata di Asiago ha annunciato il ritorno verso casa, così, mentre i lughesi ridiscendevano in pianura, si sono concluse le manifestazioni che i due sodalizi, di concerto con il Comune di Lugo – dopo Aurelio Baruzzi –, avevano programmato in ricordo delle due semisconosciute medaglie d’oro al valor militare. Ora si deve guardare avanti, al prossimo anno, quando si apriranno le celebrazioni dell’Asso degli assi Francesco Baracca.





Enio Iezzi

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