martedì 9 maggio 2017

Nominato il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo

Raffale Clò confermato alla presidenza


Con l’approvazione del Bilancio 2016 il Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di risparmio e Banca del monte di Lugo è giunto al termine del mandato, per cui il Consiglio di indirizzo della Fondazione ha provveduto a nominarne uno nuovo a norma di statuto, con votazione unanime.


Inizia un mandato quadriennale per un organo che ha ridotto i suoi componenti da nove a sette, raccogliendo in tal senso le indicazioni che sono state formulate dal “Protocollo MEF-ACRI” del 2015, allo scopo di rendere più snelle le procedure di gestione: alla presidenza è stato confermato Raffaele Clò, in carica dal settembre 2014, quando avvicendò nella carica il dimissionario Maurizio Roi, mentre del precedente consesso sono stati confermati Pier Cesare Filippi, pensionato, già funzionario della Banca di Romagna, Giovanni Gagliardi, imprenditore agricolo, Marco Marzari, direttore della sede di Alfonsine di Confederazione italiana agricoltori e Luciano Tarozzi, segretario della sezione di Lugo di Confartigianato.


A completare il nuovo organico sono stati eletti Luisa Cristoferi, architetto professionista e Rositano Tarlazzi, vice presidente di IOR - Istituto oncologico romagnolo. Nella prima riunione del nuovo Consiglio, Luciano Tarozzi è stato scelto dagli altri colleghi per ricoprire la carica di vice presidente della Fondazione.

“Devo in primo luogo un sentito ringraziamento ai consiglieri che hanno terminato il loro incarico con la fine del precedente mandato - ha affermato Raffaele Clò, appena rieletto -; Luca Corelli Grappadelli, chiamato a impegni sempre più assidui quale professore universitario in Bologna, poi Maria Faroldi, che ha ricoperto la carica di vice presidente, Raffaele Coletta ed Enrico Tasselli, per compimento dei due mandati consecutivi. In un momento particolarmente difficile e complesso per la Fondazione, tutti hanno compreso quanto fosse importante rimanere uniti, essere presenti al massimo della propria disponibilità e dare sempre tutta la il massimo della collaborazione necessaria nel concorrere ad adottare decisioni in contesti quasi sempre avversi”.

“Sono certo che la nuova squadra non sarà da meno e proseguirà nell’opera di risanamento che è stata impostata dal Consiglio precedente - prosegue il Presidente -. Perso ormai ogni interesse diretto, sia gestionale che economico, per la banca conferitaria Cassa di risparmio di Cesena spa, il recupero della funzione gestionale e il rilancio sono legati alla realizzazione del piano di cessione degli immobili, presenti in modo assai consistente nel nostro patrimonio, peraltro nel momento più difficile che mai abbia attraversato il relativo comparto.


Se ci muoveremo con la necessaria avvedutezza, ma con altrettanta determinazione, riusciremo a ricostituire le condizioni per riportare la Fondazione a svolgere quel ruolo centrale per il mondo del terzo settore e dell’aggregazione sociale in senso lato che sono sempre stati una ricchezza per la nostra città e per la Bassa Romagna: le condizioni di fondo saranno diverse perché il punto di ripartenza sarà necessariamente caratterizzato da una consistenza patrimoniale molto più bassa rispetto a quella goduta in passato, ma si potranno ugualmente affrontare progetti di interesse per la comunità affiancando alle risorse economiche, purtroppo carenti, nuovi spunti di creatività e di iniziativa, con l’auspicabile coinvolgimento delle migliori qualità intellettuali ed organizzative presenti nel nostro territorio”.

“La vicenda storica della nostra Fondazione - conclude Raffaele Clò - ha origine nei secoli passati e ha camminato con tutta la comunità in periodi di sviluppo e di progresso economico e sociale, ma anche in frequenti momenti di crisi e di disorientamento. Per non disperdere questo patrimonio di beni e di pensiero oggi ci viene richiesto un impegno eccezionale, perfino ingrato, ma intendiamo portarlo avanti secondo le linee indicate con determinazione, fino a quando avremo trovato una soluzione convincente e stabile”.


Nella stessa seduta in cui ha provveduto al rinnovo delle cariche, il Consiglio di indirizzo ha approvato all’unanimità il bilancio dell’esercizio 2016, già sottoposto al parere dell’Assemblea dei soci che si era espressa favorevolmente a larghissima maggioranza, con solo alcuni voti di astensione. Il bilancio, come illustra la relazione accompagnatoria, presenta ancora un risultato netto negativo, che si va ad aggiungere a quelli degli ultimi tre anni: il disavanzo di 2,083 milioni di euro è da imputare per quasi 1,8 milioni di euro alla componente di carattere straordinario costituita dall’aumento del Fondo rischi a fronte della svalutazione dei contratti di leasing immobiliare, in aderenza a stime sui presumibili valori di realizzo dei beni stessi nelle attuali condizioni di mercato, mentre quello della parte ordinaria è stata ridotto al minimo grazie al consistente taglio delle spese di gestione.

Dopo le perdite nella partecipata Lugo Immobiliare spa e la svalutazione del patrimonio immobiliare di proprietà, che avevano portato ad assommare disavanzi per complessivi 9,725 milioni di euro fino alla chiusura del Bilancio 2015, quindi, è ancora il comparto immobiliare a causare un forte depauperamento patrimoniale alla Fondazione.

Ma nel 2016 la perdita di valore più rilevante è stata causata dalla partecipazione nella Cassa di risparmio di Cesena, che ha visto l’intervento dello schema volontario del fondo interbancario di tutela dei depositi per ricapitalizzare la banca con un aumento di capitale di 280 milioni di euro, ricostituendo così indici di gestione e di liquidità adeguati ai parametri richiesti dalla vigilanza interna ed europea.

Conseguentemente, dopo sei anni di assenza o insignificanza di dividendo, la riduzione di valore della partecipazione, calcolata direttamente sul patrimonio netto, è stata di 13,123 milioni di euro: “una vicenda per la quale è stata intrapresa l’unica strada possibile per arrivare alla salvezza della banca - sottolinea Clò -, con tutti i vantaggi che ciò ha comportato per l’economia del territorio, i risparmiatori e i dipendenti, ma che ha avuto un costo pesantissimo per gli azionisti e, per quanto ci riguarda, per la nostra Fondazione. Le decisioni per diversificare l’attivo eccessivamente concentrato nella banca erano state adottate già da alcuni anni, ma le nostre intenzioni si sono dimostrate inefficaci perché ormai non esistevano più le condizioni favorevoli di dieci anni addietro, quando tutto il sistema bancario viveva un periodo ben diverso da quello attuale e le aggregazioni venivano premiate ‘a suon di multipli’ di valore”.

Nell’impossibilità di sostenere progetti di terzi con contributi, da alcuni anni la Fondazione ha dedicato grande interesse per la valorizzazione dei propri locali e li ha messi a disposizione per l’organizzazione di eventi propri o di terzi: il Monte per la realizzazione della rassegna “Sere d’estate nel Chiostro del Monte” e di alcune mostre nell’adiacente ex farmacia dell’ospedale vecchio, le scuderie di Villa Ortolani, a Voltana, assiduamente utilizzata da quella comunità per corsi e incontri, i locali al primo piano di piazza Baracca, 24, dove sono state recentemente ospitate le mostre dello scultore Domenico Rambelli progettista del Monumento a Francesco Baracca e quella delle Collezioni artistiche della Fondazione stessa, senza dimenticare la sala assemblee in via Manfredi, utilizzata con elevata frequenza da enti ed associazioni.

Infine, nella Chiesina di Villa Pianta e sotto la Galleria della Cassa di Risparmio, la Fondazione ha organizzato due concerti: il primo in occasione della prima fase di restauro, il secondo per le festività natalizie.

Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo, Piazza Baracca 24, 48022 LUGO

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