lunedì 29 maggio 2017

Sanità Lugo e Faenza

Servono garanzie sul versante della sicurezza
Di Gianfranco Spadoni

La delicata questione dei punti nascita negli ospedali di Faenza e di Lugo, proprio alla luce di un protocollo esistente dell’Azienda Usl con il quale si stabilisce che i parti cesarei o indotti non possono essere più praticati presso i citati nosocomi, nonostante una precedente dichiarazione al riguardo da parte dell’assessore regionale e la legittima e puntuale presa di posizione dell’ organizzazione dei medici di questi giorni, continua a creare qualche preoccupazione.



Se i motivi dell’ipotetico trasferimento delle partorienti, infatti, sono giustificati dalla sostanziale inidoneità delle strutture e dei servizi di emergenza di quelle strutture ospedaliere, occorrerebbero doverose e rassicuranti precisazioni sul merito della questione. 

Ancora una volta ci permettiamo di evidenziare che la nostra richiesta di ottimizzare l’ utilizzo dell’ospedale faentino e di quello lughese senza spostamenti, rappresenta la strada più giusta da seguire, nella speranza che non si arrivi sotto la soglia prevista dei 500 parti e siano garantirti buoni livelli di assistenza.

Ma prima d’ogni altra considerazione occorrono certezze sulle condizioni e sui requisiti di sicurezza per la madre e per i neonati, da cui poi discendono tutte le altre scelte conseguenti che vorremmo non fossero messe in discussione in alcun modo.

Gianfranco Spadoni
Consigliere “Civici” Provincia Ravenna

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