mercoledì 24 maggio 2017

Sulla strage di Capaci non ci si può dividere

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo


Oggi Beppe Grillo usa l'anniversario della strage di Capaci per fare polemica sul PD e la mafia. 

Vorrei chiedere a tutti i democratici di non cadere nel suo gioco e di non rispondergli. Perché la data di oggi deve UNIRE gli italiani, non dividerli. 

Ci sono delle date che non si cancellano: puoi strappare il foglietto dal calendario, ma non lo strapperai mai dalla mente. Il 23 maggio 1992 è una di quelle. 

Ho in mente precisi e nitidi i momenti di quel pomeriggio: i TG che danno la notizia sbigottiti, gli occhi puntati sul televideo, le orecchie incollate alla radio. 

Poi le prime immagini atroci in Tv. E soprattutto mi ricordo una sorta di sensazione strana personale, un misto di impotenza e spossatezza che a 17 anni può sembrare una contraddizione in termini. 

Quell'estate resterà per la mia generazione la ferita più profonda, per la morte di Giovanni Falcone prima e di Paolo Borsellino poi, insieme a Francesca Morvillo Falcone e alla donna e agli uomini della scorta.

Sono passati 25 anni. 

Ci siamo diplomati, laureati, sposati, fatti una vita. Eppure mi ricordo ancora addosso l'odore della paura e della rabbia di quelle ore. 

La commemorazione di oggi è innanzitutto commozione e dolore. 

Senza retorica possiamo dire che lo Stato che allora non riuscì a salvare alcuni dei suoi figli migliori, oggi è più forte e più solido. 

Ma proprio per questo abbiamo il dovere di custodire la memoria. Perché gli ideali per cui Falcone ha vissuto, per cui si è versato il sangue dei martiri di Capaci, sono il fondamento del nostro futuro. Non dividiamoci oggi. Tutti insieme, contro le mafie. Viva l'Italia.

Un sorriso,
Matteo



Ottima la RAI ieri sera, sul primo canale, per i 25 anni della strage, ottimo Fazio. Quando ci vuole ci vuole riconoscere meriti e professionalità. Il massimo il concerto sul luogo della strage.

Il direttore

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento