giovedì 25 maggio 2017

Tra arte & design al museo Diocesano

All'"estero" ma ci piace

Sarà inaugurata giovedì 1 giugno alle ore 20, al Museo Diocesano di Imola (piazza Duomo 1), la mostra “Tra arte & design - Arti decorative del Grand Tour nei gioielli contemporanei in micromosaico dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna”.


L’esposizione, promossa dal Museo Diocesano di Imola nell'ambito dell'edizione 2017 di “Imola in Musica”, con la preziosa collaborazione dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna, sarà allestita nelle ultime due sale dell'appartamento verde del vescovado e proseguirà fino a giovedì 13 luglio. All’inaugurazione interverranno - oltre ai curatori Michele Pagani e Marco Violi - Paola Babini, coordinatrice dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna ed Emanuela Bergonzoni, docente di design del gioiello dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

La mostra propone 25 manufatti contemporanei in micromosaico e metalli vari (argento, ottone e rame), realizzati dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna, coordinati dalla professoressa Emanuela Bergonzoni, docente del corso di Design del gioiello.

Questo progetto espositivo, legato alle arti decorative contemporanee, è in soluzione di continuità con quello proposto dal Museo Diocesano di Imola in occasione della scorsa edizione di Imola in Musica: nei mesi di giugno e luglio, infatti, dal 2016 il Museo Diocesano imolese propone eventi mirati alla valorizzazione dell'arte contemporanea e del design, dimostrazione di un ulteriore arricchimento dell'offerta culturale non necessariamente solo ed esclusivamente legata all'arte sacra antica, ma in un dialogo continuo tra antico e contemporaneo: nel museo si fa memoria del passato - la tradizione- con un occhio aperto verso il futuro.

Il design del gioiello rappresenta il valore aggiunto della cultura dell'arte, non solo merce quindi, ma cultura e arte applicata a un prodotto. Le civiltà disseminano tracce della loro esistenza attraverso la produzione materiale, il gioiello, unitamente a tutti gli oggetti d'uso che ci circondano, interpreta bisogni e soddisfa esigenze. Sostiene la professoressa Bergonzoni: «Da sempre i monili veicolano simboli, codificano comportamenti e sono da considerare reali protesi fisiche e percettive. Analizzando la realtà del gioiello contemporaneo si comprende che le componenti emotive e immateriali sono decisamente più importanti di quelle funzionali e materiali, pertanto non possono essere trascurate, vanno accuratamente progettate».


Uno dei principali valori immateriali che distinguono il gioiello contemporaneo è il design (inteso come progetto e non come disegno tecnico): «Design vuol dire progetto e non disegno o grafica», così nelle parole di Vico Magistretti, uno dei maggiori designer italiani. È ancora Emanuela Bergonzoni a definire i caratteri del termine “progetto”: «L'etimologia della parola progetto è gettare avanti o prevedere è ciò che distingue un prodotto di design da uno di artigianato, progettare è un concetto in antitesi alla incontrollata liberazione del gesto manuale … il design si proietta nel futuro ancorando le sue radici su valori concettuali tenta di resistere al tempo e ai rapidi cambiamenti della società contemporanea».

I gioielli in mostra al Museo Diocesano sono stati realizzati nell'ambito del corso di Design del gioiello (anno accademico 2015/2016): in essi è chiara l'integrazione delle competenze delle tecniche tradizionali di lavorazione dei metalli (microfusione, lavorazione a cera persa, fusione in osso di seppia, formatura e assemblaggio di oggetti tramite saldatura) con altri settori produttivi, amalgamando materiali e tecniche.

L'ambizione del corso - e tout court di questo progetto espositivo - è stata quella di stimolare la curiosità e la coscienza etica e morale della validità sociale dell'oggetto d'uso, oltre che dimostrare che il metodo di procedere per progetto alla realizzazione di qualsiasi manufatto, gli garantisce una sicura valenza artistica.

Nei gioielli contemporanei a micromosaico esposti in questa mostra, risulterà particolarmente interessante osservare come le espressioni dell'oreficeria e del micromosaico possano essere coniugate, ancora oggi, con risultati stupefacenti. Tra le opere in mostra da segnalare il bellissimo anello episcopale in rame e micromosaico, utilizzato anche quale immagine di mostra.

Nel percorso espositivo sarà possibile ammirare anche un ciondolo a micromosaico ottocentesco (in prestito dal museo parrocchiale di Castel Bolognese), unico pezzo antico esposto, trait d'union tra passato e presente.

La mostra sarà visitabile, a ingresso libero, nei seguenti orari:

Giugno - martedì, mercoledì e giovedì: ore 9-12 / martedì e giovedì: ore 14-17 / sabato e domenica: ore 15.30-18.30

Luglio - martedì, mercoledì e giovedì: ore 9-12 / martedì e giovedì: ore 14-17

IL CONCERTO: “Fantasie sul violino”

Subito dopo l’inaugurazione della mostra, in collaborazione con il Dipartimento Archi dell'Accademia Pianistica Incontri col Maestro di Imola, sarà eseguito un raffinato concerto intitolato “Fantasie sul violino”, che vedrà protagonisti professori e i migliori giovani allievi del Dipartimento diretti da Oleksandr Semchuk: i violinisti Niccolò Vasconetto, Anastasia Filippini, Lodovico Parravicini, Penelope Maini e Ksenia Milas, impegnati in musiche di H. Wieniavski, F. Kreisler, G.P. Telemann e C.A. de Beriot.

LA DEGUSTAZIONE

Durante tutta la serata sarà disponibile, nella Sala grande del Museo Diocesano, un angolo con una selezione di vini a cura del Cafè del Grillo di Imola.

LA SCHEDA: Il micromosaico antico

La produzione di questi oggetti è strettamente legata al pubblico del Grand Tour. A partire dal Settecento, grazie anche alla ripresa degli studi sulla cultura classica e a importanti ritrovamenti archeologici, viaggiatori e giovani aristocratici europei compiono quello che viene comunemente definito Grand Tour, una sorta di pellegrinaggio o viaggio di formazione nei luoghi in cui si trovavano vive testimonianze dell’antichità. L’Italia, per la sua storia e per le sue bellezze artistiche e paesaggistiche, diventa una delle mete preferite dai viaggiatori. Per venire incontro alle esigenze di questo particolare pubblico, desideroso di portare in patria un ricordo dei luoghi visitati, si sviluppa a Roma, tra la seconda metà del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, la tecnica del mosaico minuto o micromosaico.

Esistono due tipi di mosaico italiano: quello romano, detto anche micromosaico, nel quale piccole tessere di vetro vengono accostate e fissate assieme con del mastice su una superficie di vetro o pietra per riprodurre un disegno tracciato sulla base precedentemente. I soggetti tipici di questo tipo di mosaico sono le rovine romane, scene mitologiche e religiose e riproduzioni di antichi mosaici, come quelli Capitolini. Un altro tipo di mosaico italiano è quello fiorentino, o di pietra dura, nel quale sottili sezioni di pietre colorate vengono tagliate ed assemblate su una base di marmo per formare immagini come in un puzzle. I temi privilegiati sono fiori, ma anche uccelli e farfalle.

Per informazioni
tel. 0542-25000 / fax 0542-34672
museo@imola.chiesacattolica.it
www.facebook.com/museodiocesanoimola

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento