giovedì 29 giugno 2017

Al via il Popoli Pop Cult Festival di Bagnara

Concerti, mostre, gastronomia con un focus speciale sulle "Terre di Zar"



Il Popoli Pop Cult Festival di Bagnara è pronto ad inaugurare la nuova edizione, la IX, focalizzata sulle immense distese che si aprono dall'Europa all'estremo Oriente, le "Terre di Zar".


Ad attendere il pubblico sarà uno spaccato di molteplici culture racchiuse fra le suggestive mura del borgo medievale di Bagnara di Romagna - 30 le nazioni rappresentante e 23 gli stand gastronomici dedicati ognuno ad una cucina internazionale diversa. 250 saranno invece le persone, fra volontari e personale, coinvolte per l'organizzazione.

L'inaugurazione del programma è affidata alle 20 di domani, giovedì 29 giugno, al Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bocaccini.

Dopo il suo intervento il Festival entrerà nel vivo con la prima tornata di spettacoli, che partiranno alle ore 21. L' apertura è affidata alle note del folclore argentino e del tango che in Piazza Marconi saranno interpretate, nello spettacolo Makumbero, dai DelBarrio, nati nel 2001 dall'incontro tra il polistrumentista Hilario Baggini e il pianista Andres Langer, entrambi argentini. Lungo le vie del Borgo la parata dei Corretto Samba e le performance di buskers, dedicate a tamburi e danze del Vietnam, folklore russo e ritmi brasiliani intratterranno il pubblico con le loro abilità.

Nella Sala Consigliare sarà inaugurata l’esposizione principale del Festival dal titolo “La bellezza rivelata: il mondo delle icone”, un’esclusiva raccolta di icone di modello russo realizzate da artisti contemporanei e curata dall’iconografo e artista bolognese Giancarlo Pellegrini.

Nella stessa location trova spazio la mostra “Natura estrema”(docuvideo di The Breath of the Tundra di Mikhail Gorobchuck e gli scatti di Monica Liverani dedicati al Kazakistan) dedicata alla natura selvaggia dele grandi terre degli Zar. 

In Sala San’Apollinare, saranno allestite le esposizioni “Ricami in Vetro”di Kina Bogdanova, in cui decorazioni balcaniche vengono rese attraverso la tecnica del mosaico e Paesaggi russi, dipinti di Galina Lobanova mentre al Torrioncello saranno inaugurate “E la chiamavamo Russia…” mostra fotografica e d’arte di Roberto Dovesi e Andrea Scaranaro, ispirata ad alcune città simbolo

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