martedì 13 giugno 2017

Ambiente, G7 e Piano di Coordinamento della Provincia

Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo

La settimana dedicata all’ambiente nella città di Bologna specificamente per quanto attiene le questioni ecologiche e ambientali ha trovato una forte convergenza fra i vari Paesi, risultato che invece non si è verificato nell’evento precedente del 26 e 27 maggio scorso a Taormina. 

La tutela dell’ambiente sull’economia circolare e alcuni impegni forti sul clima con il taglio delle emissioni, la limitazione dell’uso delle fonti fossili puntando su quelle rinnovabili, unitamente a tutta una serie di politiche ambientali tra cui quella tesa a migliorare la qualità dell’aria, nello spirito e con l’obiettivo di Parigi rappresenta la sfida dei prossimi anni. 

Lo stesso contenuto dell’enciclica del Papa rafforza questo impegno comune attraverso l’ invito a una vera e propria “conversione ecologica” con l’auspicio che la crescita e l’economia adottino nuovi modelli di sviluppo e stili di vita sempre più consapevoli. 

Una strada per molti aspetti ardua ma che contiene obiettivi e impegni da interpretare non certo come ulteriore aggravio della burocrazia o adozione di semplici vincoli, ma piuttosto come opportunità e vera sfida del ventunesimo secolo.

Sulla base, dunque, della “carta di Bologna per l’ambiente”, documento teso a fissare le norme e gli impegni da osservare nelle aree urbane su questioni specifiche come il contenimento delle emissioni, la tutela della qualità dell’aria e lotta all’ inquinamento marino, gestione dei rifiuti, miglioramento ambientale dei centri urbani, sino ad arrivare all’eccessiva cementificazione realizzata in maniera non sempre sostenibile per l’ambiente, gli enti locali sono chiamati ad assumere impegni precisi su tali questioni in una logica di vera e propria ‘conversione ecologica’. 

La stessa Provincia con compiti di indirizzo e coordinamento rispetto ai comuni, dovrà compiere scelte rafforzative sugli strumenti di programmazione e di pianificazione in suo possesso, a cominciare dal Piano territoriale di coordinamento provinciale PTCP. 

Proprio per questo si chiede al Presidente se non ritenga di particolare importanza attivare un’ operazione di totale adeguamento di tale strumento di programmazione soprattutto per quanto attiene la sostenibilità ambientale, la mobilità sostenibile e più in generale la messa in campo di azioni basate su un approccio consapevole e responsabile rispetto alla gestione del territorio provinciale per la tutela del patrimonio ambientale.

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale Ravenna


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