mercoledì 28 giugno 2017

Ancora polemiche interne al PD

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo

In queste ore registriamo ancora polemiche interne al PD.
Non è una novità, ma mi dispiace molto. Soprattutto per gli iscritti, per i militanti, per gli amministratori che non meritano le polemiche del gruppo dirigente nazionale.


Non intendo alimentare anche io questo dibattito autoreferenziale pieno di "Ci vuole la coalizione, ci vuole l'Unione Bis, ci vuole il caminetto tra correnti". 

Perdonatemi, ma non è il mio campo di gioco. 

Noi abbiamo vinto le primarie con quasi due milioni di partecipanti chiedendo di discutere di lavoro, di periferie, di tasse, di casa e ambiente, di sostegno alla maternità. 

Di come cambiare l'Europa ridandole anima e fiducia. Più investimenti in cultura e meno fiscal compact, abbiamo detto. Su questi temi parliamo con chiunque. 

Vogliamo stare in mezzo alla nostra gente, a discutere, confrontarci, proporre. 

Ma se invece qualcuno vuole riportare le lancette al passato quando il centrosinistra era la casa delle correnti e dei leader tutti contro tutti, quelli che al mattino stavano in consiglio dei ministri e al pomeriggio in piazza a manifestare contro il Governo, noi non ci siamo. 

Noi staremo fuori dal recinto delle polemiche, non litigando con nessuno e discutendo solo dei problemi degli italiani. 

Mi sono autoimposto la moratoria sul tema della coalizione, la suggerisco a tutti: fa bene alla salute e aiuta a concentrarsi sui problemi veri. Il dibattito su cespugli e cespuglietti lo lasciamo agli addetti ai lavori. 

Noi parliamo dell'Italia che oggi - dopo tanti provvedimenti che abbiamo approvato insieme - vede ritornare verso i massimi il livello della fiducia di consumatori e di imprese. 

Non ci fermiamo e non faremo fermare l'Italia. Come ci hanno chiesto migliaia di persone: Avanti, Insieme.

Lunghe discussioni sui quotidiani a proposito dei ballottaggi. Tanto per cambiare si cerca di dare una lettura nazionale a un voto locale, voto molto diverso da zona a zona. Personalmente ho fatto due interventi molto dettagliati sull'argomento.

Qui il post nella notte di domenica.
Qui il video di OreNove condotto stamattina.

La sintesi? Basta discutere di coalizioni, emendamenti, leggi elettorali. Alla fine queste discussioni autoreferenziali non producono nulla di interessante. Si sta insieme se si condividono le idee. Se si ha la stessa visione del futuro. Se non ci si vergogna dei risultati ottenuti insieme.

Il voto nazionale non è il voto amministrativo: gli italiani ci sceglieranno se avremo un progetto vincente per l'Italia, non se accoglieremo un partitino in più o in meno in coalizione o se presenteremo un emendamento alla legge elettorale.

E per scrivere insieme le idee per l'Italia di domani abbiamo il bisogno di non chiuderci in noi stessi. Di ascoltare tutti. Di confrontarci con tutti. A cominciare dai nostri circoli del PD che incontreremo venerdì e sabato a Milano per "ITALIA 2020".

A chi ci fa l'esame del sangue per capire quanto siamo di sinistra, rispondiamo che fare ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo su pensioni, periferie, povertà, lavoro, tasse è giusto, prima ancora che di sinistra. Giusto. Non so se è di sinistra, ma è giusto mandare in pensione prima chi ha subito le penalizzazioni della Legge Fornero.

Non so se è di sinistra, ma è giusto mettere più soldi sulle marginalità, a cominciare da povertà e periferie.

Non so se è di sinistra, ma è giusto creare 854.000 posti di lavoro, di cui due terzi a tempo indeterminato.

Non se se è di sinistra, ma è giusto abbassare le tasse, a cominciare dal ceto medio con gli 80 euro mensili.

Non so quanto queste cose siano di sinistra. So che queste cose sono giuste. Le abbiamo fatte, dobbiamo continuare a farle. Dobbiamo farle meglio, correggendo gli errori del passato. Ma proseguendo su questa strada, visto che i risultati economici piano piano arrivano. Risultati che non nascono dal cielo ma dalle leggi di bilancio approvate negli scorsi anni.

E dalla settimana prossima parte l'operazione aumento delle pensioni minime, un'altra iniziativa che in tanti hanno definito solo uno slogan. Un altro tassello in nome dell'equità sociale.

Matteo

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1 commento:

  1. di sinistra ha fatto ben poco , io ricordo il limite di € 3000 , ricordo l imu cancellata anche a ville e castelli, ricordo le agevolazione per le multinazionali, poi ricordo che ha sbruffonato tutti quelli che non gli danno ragione , ... ricordo i vaucher
    ricordo.....

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