venerdì 23 giugno 2017

"Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

Foto Guerra
di Giacomo Casadio


La famiglia Guerra si era trasferita da Via Sassoli a Corso Mazzini dove aveva aperto un piccolo negozio di fotografia. 




La casa era stata l’abitazione della famiglia Orsini, il cui figlio Felice attentò alla vita dell’imperatore francese Napoleone III nel 1858. Ci furono numerosi morti e feriti e nemmeno un graffio per l’imperatore. Felice fu arrestato e condannato a morte, per cui venne ghigliottinato due mesi dopo. La sua vita è un romanzo.

Ogni tanto arrivava un rappresentante che mostrava la merce (pellicole, cornici, album fotografici). Si faceva un contratto, si stabiliva il prezzo di vendita e la percentuale di guadagno, si rideva per qualche battuta e poi ci si lasciava.





Il piccolo negozio era tenuto con meticolosa cura dalla moglie Gianna che incontrava i clienti che avevano ordinato fotografie o le avevano viste esposte nella bacheca a fianco alla porta. Un piccolo aiuto e un momento di allegria lo davano anche le figlie Anna e Fulvia, sempre pronte a sorridere a chi entrava.



C’era anche una dipendente, Bruna Facchini, che aiutava nella gestione dell’attività che dal 1950 ebbe uno sviluppo considerevole. La banconota che Bruna osserva curiosa è quella da 5 o 10 mila lire, il famoso “lenzuolo”.

La Banca d'Italia emise dopo la guerra dei "titoli provvisori" da 5.000 e 10.000 lire che erano equivalenti come potere liberatorio ai biglietti a corso legale.

Nel titolo provvisorio da 10.000 lire sono riprodotte due teste muliebri rivolte entrambe verso il centro, raffiguranti quella a sinistra un profilo di Cerere e quella destra il profilo dell'Italia.

Giacomo Casadio

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento