venerdì 23 giugno 2017

In Francia, "non andate in quella zona"

La polizia usa i social

Una notizia sentita a Rai 1, la polizia comunica con i cittadini con cellulari e smartphone.

Qualche hanno fa le informazioni della Pubblica Amministrazione venivano date dal megafono con un'auto, qualche secolo fa dai banditori, per non ricordare i segnali di fumo o i piccioni viaggiatori.

In Francia la polizia usa i social per far sapere, speriamo lo si faccia presto anche in Italia, dove comunque ci stiamo arrangiando da soli con il controllo di vicinato...

Ma nel velocissimo cambio dei tempi la novità drammatica è un'altra, la terza guerra mondiale.


Abbiamo continuato a spendere per difenderci dagli eserciti, la terza invece è scoppiata tra tutta l'umanità, senza distinzioni di lingua o razza, com'è giusto che sia e alcuni pazzi che vogliono uccidere e non facile da capire si suicidano.

Ed è proprio questa cosa del suicidarsi che ci aiuta a capire quanto sia difficile vincerla, questa guerra.

Una guerra che si combatte ovunque, per strada.

Intanto i governi, facciano presto a girare le spese militari su quelle delle intelligence, i controlli sugli estremismi.

Poi i media, non diano voce, non li aiutino a vincere, generando il panico.

Poi tutti noi "facciamo finta di", usiamo quella che noi abbiamo e loro, i nemici, no, è l'unica arma che abbiamo, usiamola, la testa, la ragione.

Sino a che le perdite di vite umane che fanno gli assassini, non sono numeri a 4 0 5 fredde cifre, non possono farci paura, quella l'hanno avuta i nostri genitori, loro sì, è una guerra mondiale ma la testa ci aiuta a capire.   

Sto per uscire in auto, ho molto più probabilità di farmi male con la mia macchina che non me la facciano saltare loro con una bomba, che non mi brucino la casa stanotte; sto per accendermi una sigaretta, mi faccio molto più male da solo di quanta me ne faranno loro.... 

Arrigo Antonellini

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