sabato 24 giugno 2017

La governabilità e le sue perdite di tempo


Riceviamo da Roberto Drei e pubblichiamo

Una volta insediatasi alla guida del Comune di Lugo, la maggioranza Pd ha provveduto a nominare le tre commissioni consiliari di dipartimento che hanno il compito di “discutere ed approfondire in via preliminare argomenti da trattare in Consiglio ed esprimere su di essi pareri consultivi”, come recita il primo comma dell’articolo 19 del Regolamento del Consiglio comunale.


Ogni commissione è presieduta da un presidente, da un vicepresidente e da un numero di componenti che, fatta salva la presenza di almeno un consigliere in rappresentanza di ogni gruppo consiliare, vede il gruppo Pd detenere, in ogni commissione consiliare di dipartimento, cinque consiglieri pari al totale del numero dei consiglieri espressi dai gruppi consiliari di minoranza.

Le commissioni esprimono solo pareri consultivi ma la maggioranza, non si sa mai, le ha volute blindare, decidendo che i presidenti ed i vicepresidenti dovevano essere, rigorosamente consiglieri del Pd!

Servono le commissioni consiliari di dipartimento?

In teoria hanno una importante funzione di filtro preventivo, per fare in modo che quando i punti trattati in commissione arrivano all’esame del Consiglio comunale, una serie di chiarimenti siano già stati acquisiti.

Ciò vale però a condizione che i consiglieri comunali che fanno parte delle commissioni siano presenti alle stesse e che i presidenti ed i vice siano consapevoli del proprio ruolo e svolgano un ruolo che non si limiti solo a cedere il microfono a chi lo chiede.

Se poi accade, come è successo nel Consiglio comunale di giovedì 22 giugno, che a fronte di un punto particolarmente complesso, le minoranze tutte, chiedano un rinvio del voto ed un ulteriore passaggio in commissione per approfondire alcune informazioni fornite dall’esperto dell’Ufficio tecnico invitato e presente ai lavori del Consiglio, apriti cielo!

Si trattava, peraltro, di precisazioni che non erano state fornite né in commissione, dall’esperto che era presente, né riportate nel disposto della delibera consiliare, riguardante il punto in oggetto.

Il rinvio è stato concesso ma a condizione che quando si tornerà in consiglio comunale per il voto sul punto e dopo avere effettuato l’approfondimento in commissione, si proceda con le sole dichiarazioni di voto.

Una richiesta legittima sulla quale le minoranze hanno convenuto mentre il vicepresidente della Commissione esprimeva il proprio disappunto per dovere tornare in commissione consiliare, lasciando intendere che per quelli di maggioranza si sarebbe trattato di una perdita di tempo.

Prendo atto, con soddisfazione, che per il vicepresidente Pd della seconda commissione consiliare di dipartimento i dubbi e le domande poste dai consiglieri di minoranza sono tutti chiariti, ma non posso dire altrettanto per il sottoscritto.

Sono sempre stato abituato, fino ad oggi, a votare sui vari provvedimenti che vengono portati alla mia attenzione di consigliere comunale con cognizione di causa e non intendo certo cambiare il mio comportamento perché siamo passati ad un mondo di passacarte dove tutto è già stato deciso in anticipo da chi governa a prescindere dal merito delle questioni e dalla comprensione delle stesse.


Roberto Drei 
Consigliere Per la buona Politica
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