lunedì 5 giugno 2017

La Merckel di fronte a Trump a nome di tutta l'Europa

Se Trump suona la tromba, noi non possiamo suonare la campana



Trump non ama discutere con tanti, al G7 arrivava in ritardo, non ascoltava le traduzioni di chi parlava.

Cosa gliene frega a lui, agli americani che l'hanno democraticamente scelto, delle difficoltà dell'Italia a fronte all'arrivo di milioni di africani, destinati ovviamente ad essere sempre di più?

Perchè dovrebbe far sostenere costi alla "sua" economia per fronteggiare il disastro ambientale del pianeta? Non è nemmeno giovanissimo....

Caro Gentiloni, te ne sei accorto che lui lì, lo scimmione, come so per certo lo chiamano alcuni americani,  non ti caga nemmeno quando parli? Rappresenti l'italietta di 60milioni di venditori e consumatori, lui ne rappresenta 320 milioni.

Solo la Merkel suscita una punta di interesse in Trump, anche perchè viaggiano molte volkswagen sulle strade degli Stai Uniti, mentre Trump vuole che le auto si facciano da lui e diano così lavoro agli americani.

Ma non mandiamola a confrontarsi con Trump da sola, la Merkel, non a nome dei soli 80 milioni di tedeschi, ma di tutti i 500milioni di europei, lo Stato più grande e più potente del mondo, il mercato più ampio, il più ricco.


Non gli entrano in testa le cose ragionevoli, sagge, giuste, nemmeno se dette dal numero Uno, Papa Francesco: i numeri invece lo porteranno a più miti consigli.

Noi 500 milioni abbiamo tanto in comune, di diverso dagli americani e dai cinesi, dagli asiatici, ma visto che questo non basta, dobbiamo prendere atto in fretta, tutti, che o ci diamo una mossa o ci mettono in castigo, tutti.

Nel mondo di oggi è il grande che conta, il piccolo non conta più niente.


L'ha sottolineato Prodi nella recente ricorrenza della firma del trattato di Roma, l'hanno detto in tanti, il passaggio da Obama a Trump rende necessario passare dalle parole ai fatti per gli Stati Uniti d'Europa, per un unico mercato di oltre 500 milioni di venditori e compratori, prima che lo scimmione faccia un casino di guasti e ci rovini la vita.

E facciamolo presto prima che Stati Uniti e Cina, con i loro numeri, ci mettano tutti nella periferia del mondo nuovo.

Vediamo di capire tutti, che oggi sono i numeri che contano, volenti o nolenti, la realtà va compresa per com'è, è con quella bisogna fare i conti, non con ciò che personalmente ci piace, non con ciò che pensiamo e che sappiamo essere giusto.

Poi ciascuno ovviamente è libero di impegnarsi molto lodevolmente per cambiarla, purchè comunque faccia anche i conti, appunto, con la realtà così com'è.  

E' così ovunque, e quindi anche in politica. 

Sono passati i tempi in cui un piccolo partito (il PSI) faceva il pieno di sindaci e di posti di potere.

Renzi; "Caro Alfano, le opportunità le hai avute per far capire che sei bravo, diventa grande, porta numeri alti, se vuoi continuare ad essere protagonista."

E così, sempre in politica, gli ospedali, le scuole, la gestione dei servizi pubblici, devono avere numeri sempre più grandi,

Poi che ci siano comuni con duemila abitanti è una roba di qualche secolo fa, è parte di una storia che la politica italiana si ostina, per ovvi interessi, a voler mantenere.

Arrigo Antonellini

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