martedì 13 giugno 2017

La poesia del martedì

La pinsiõn di prufesur

Verso la fine degli anni novanta il governo ha annunciato il blocco delle pensioni di anzianità per gli insegnanti, e tutti si sono precipitati a fare domanda di pensione finchè erano in tempo.
Il governo, spaventato da tante domande, ha invitato gli insegnanti a ripensarci, e ha fissato un termine entro il quale, chi voleva, poteva ritirare la domanda, senza però offrire nessun tipo di garanzia per il futuro!


Dõnc j à det che nõ mestr’ e prufesur
u s’ è avnù la maneja dla pinsiõn
e pr e’ gvérn' u j è stê di grènd dulur
ch’ u n’ à in casa la faza d’ un valõn.
Dõnc in prisia, acsè, tra e’ lom e e’ scur,
i minestr' e tot chj étar furbaciõn
cus’ ài fat?, ló j à ciap int al tusur
e j à tac a taiêr al dimisiõn.
E j à det: "Chi ch’ ritira la su dmãnda
e’ sra un benemérit dla naziõn
e la su ricumpensa la sra grãnda":
prèma d’ tot u n’ andrà mai piò in pinsiõn
e pu i-l purtarà in piaza cun la bãnda
che tot i sépa cvãnt ch’ l’ è stê cvaiõn.

Franco d'Sabaden

La pensione dei professori

Dunque hanno detto che a noi maestri e professori

è venuta la mania della pensione,

e per il governo ci sono stati dei grandi dolori

che non ha in cassa la faccia di un quattrino.

Dunque in fretta, così, tra la luce e il buio,

i ministri e tutti gli altri furbacchioni

che hanno fatto ?, essi hanno preso le forbici

e hanno cominciato a tagliare le dimissioni.

E hanno detto: " Chi ritira la sua domanda

sarà un benemerito della nazione

e la sua ricompensa sarà grande":

prima di tutto non andrà mai più in pensione

e poi lo porteranno in piazza con la banda

che tutti sappiano quanto è stato coglione!

Franco Ponseggi

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