martedì 20 giugno 2017

La poesia del martedì

Foia

Am so artirata, al ma dneiz a la faza,
in che cantou in do che tira e veit.
L’era chealm la prema vualta c alò vest,
srei, gnac na nuvla, gnac na svintaiè.
Us è fat bur, l’à balinèa, l’à tunèa,
un s-giavler che cmandeva pardou.
La resest la foia.  Pu e ram un la tei piò.
Neic la mia cà la va zò sota i scusou.
Sota  ae rasteal la guintarà cunzem,
e a premavira us apiarà un fior ros,
un veit alzir ui farà na careza pulida.
Me invezi armastarò seca,un scartoaz,
sota i sciafou d’una timpeasta maleada.
La foia la chesca prun mutiv, l’è un distei,
mo cla manaza maleada l’inciuses e zil.

Lucia Baldini. Poesia terza classificata al concorso nazionale dialettale San Clemente di Rimini edizione 2017


Mi sono rattrappita, con le mani davanti al viso, nell'angolo dove tira il vento. Era calmo la prima volta che l'ho visto, sereno, nessuna nuvola, nessun soffio di vento. Si è fatto buio, lampi, tuoni, un temporale che chiedeva perdono.Resiste la foglia. Poi il ramo non la trattiene più.Anche la mia casa crolla sotto i colpi. Sotto il rastrello sarà concime, e a primavera si accenderà un fiore rosso, un vento leggero le farà una carezza pulita. Io invece resterò secca, un cartoccio, sotto gli schiaffi di una maledetta tempesta. La foglia cade per un motivo, è il destino, ma quella mano maledetta sporca il cielo.


Lucia Baldini. Poesia terza classificata al concorso nazionale dialettale San Clemente di Rimini edizione 2017

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