sabato 3 giugno 2017

Non possiamo più fidarci degli Stati Uniti

Servono uomini o donne forti



Il G7 di Taormina si è appena concluso. Il dato più rilevante è la frase della cancelliera Merkel: “Non possiamo più fidarci degli Stati Uniti!”.

Romano Prodi, ex premier ed ex presidente della Commissione Ue, ha dichiarato al Messaggero: "In passato si rimproverava il fatto che dai G7, G8 e simili uscivano comunicati finali generici. Tuttavia quelle conclusioni erano sempre frutto di un dialogo. Vi erano sempre stati tentativi e orientamenti per favorire l'armonizzazione delle varie posizioni. A Taormina, è mancata l'armonizzazione. Ed è stata sostituita dallo scontro. A riprova di questo, c'è il fatto che è saltato il comunicato finale".

"È stato il presidente americano - spiega - a far saltare lo schema che finora ho descritto, quello di un G7 in cui ci si sforza di trovare un'armonia. E del resto, Trump si è mostrato coerente con la sua posizione in campagna elettorale". "Quando si dice America first - prosegue - si fa saltare lo spirito su cui si reggeva il G7 e si passa a un multipolarismo non coordinato, in cui gli Stati Uniti non vogliono essere parte di un gruppo ma semplicemente first. E interpretano il multipolarismo come un bipolarismo di questo tipo: io sono più forte di te, di te, di te e anche di te. Per essere più forti, devono anche adottare la dottrina di dividere te da me".

Questo dunque è il mondo in cui i “fighetti” - per dirla con un politico locale - escono di scena, per fare posto agli uomini forti.

Beh noi rimpiangiamo gli Adenauer, gli Schuman, i De Gasperi (per non citare politici più recenti) che si misero attorno ad un tavolo per provare a mettere in un “trattato comune” i loro sogni per il domani.

La politica degli uomini forti assomiglia di più a quella di Monaco del 1938, che fece sparire la Cecoslovacchia, al trattato “Von Ribbentrop - Molotov” del 1939 per spartirsi la Polonia.

Siamo ormai in un mondo frammentato, che non accetta nessun punto di riferimento.

Tiziano Conti

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