giovedì 15 giugno 2017

Parchi pubblici comunali a superficie variabile

Per favorire l’ampliamento del supermercato Lidl

Qualcuno si chiederà, sorpreso, cosa sia un parco pubblico comunale a “superficie variabile”.

E’ presto spiegato; trattasi di un parco pubblico comunale, dotato di una certa superficie iniziale che nel tempo subisce delle riduzioni di metratura.

E’ già successo, come ci ricordano i verdi di Lugo con un comunicato pubblicato su “Il Resto del Carlino”, con il parco cittadino del Tondo e la storia si ripeterà, con ogni probabilità, per il parco pubblico situato nel quartiere di Lugo Nord.

In questo caso non per soddisfare esigenze di natura pubblica, come avvenne per il parco del Tondo (allargamento della sede del liceo scientifico, realizzazione della struttura sportiva del Pala Lumagni), ma per favorire l’ampliamento del supermercato Lidl; operazione per la quale verranno sottratti ben 400 metri quadrati di superficie al parco.

Il ricavato dalla cessione al privato di quella parte di parco – sostengono gli amministratori della Giunta Ranalli - servirà per acquistare attrezzature da installare nel parco e per sostenere i costi annuali di manutenzione del parco stesso.

E quando quei soldi saranno finiti, si chiedono i verdi, come si procederà per coprire i costi del parco?

Il comune di Lugo – precisano i Verdi lughesi - vuole fare passare l’idea balorda di arredare il parco, vendendone una parte.

In effetti è una singolare prassi da accettare, ma la vocazione immobiliarista del nostro Comune e dei suoi amministratori, viene da lontano.

Ricordo quando, anni fa in Consiglio comunale, votai contro alla vendita di una parte della piazza XIII giugno, voluta per soddisfare le esigenze del Centro commerciale “Il Globo”.

Gli amministratori portavano altri cognomi, ma la maggioranza era sempre espressa da quel partito che, ininterrottamente da più di 70 anni, governa la nostra città.

Ultimamente, tuttavia, gli amministratori della nuova Giunta Pd lughese si sono superati, battendo in classifica ogni precedente esperienza messa in campo dai loro predecessori.

E’ successo quando, pure di fare cassa, hanno rinnovato la concessione per l’estrazione degli idrocarburi dal giacimento ubicato a San Potito.

In cambio delle royalties annuali da incassare e della somma, una tantum, di 1 milione di euro, accettando la quale il Comune dichiara di non avere nulla a pretendere, in futuro, in presenza di accertati danni ambientali e disagi causati alla popolazione, il Comune ha praticamente dato completa mano libera alle società che estraggono gli idrocarburi.

E gli eventuali, ma da non escludersi rischi futuri, in termini di subsidenza?

Ed i possibili rischi con i quali i residenti in quella parte del territorio del nostro Comune si troveranno a convivere?

Inesistenti nella logica decisoria che ha guidato la Giunta Ranalli o quantomeno, aggiungiamo noi, sottovalutati nel migliore dei casi.

L’unico imperativo è quello di fare cassa per potere mantenere inalterato l’attuale livello di spesa della amministrazione comunale, senza dovere effettuare tagli di alcun genere, in base ad una selezione delle priorità su cui intervenire.

E se in passato abbiamo venduto un pezzo di una pubblica piazza, perché escludere che in futuro altre parti del patrimonio pubblico comunale siano alienate, in toto o in parte, allo scopo di incassare un po’ di denaro da destinare alle spese del bilancio?


Roberto Drei
Per la buona Politica

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