martedì 20 giugno 2017

Pianificazione urbanistica

Al lavoro in vista della nuova legge regionale


Una giornata di lavori intensi per pianificare le variazioni al Piano strutturale comunale (Psc) e le modifiche al regolamento urbanistico edilizio (Rue) dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, in vista della nuova legge regionale in materia.
Si è infatti riunito il tavolo tecnico alla Sala Giunta della Rocca di Lugo, mentre al pomeriggio c’è stato un incontro al Salone Estense con i rappresentanti del Tavolo della semplificazione della Bassa Romagna, composto dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali.

“Questi incontri servono per monitorare e confrontare costantemente il lavoro svolto in vista delle nuove normative regionali - ha sottolineato il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Luca Piovaccari -, in un’ottica di condivisione con tutti i portatori di interesse. Il nostro obiettivo è quello di essere pronti con gli strumenti normativi entro il mese di settembre, in tempo utile per l’entrata in vigore della nuova legge, che sarà improntata al massimo risparmio di consumo di suolo. In Bassa Romagna sono circa 600 gli ettari che torneranno a uso agricolo con l’adozione delle varianti al Psc”.

“Sono stati interpretati con lungimiranza i tempi, affinché le nuove leggi sull’urbanistica non siano vissute come un trauma per lo sviluppo locale - ha aggiunto Davide Ranalli, sindaco con delega alla Pianificazione territoriale, Edilizia e Semplificazione amministrativa per l’Ucbr -, bensì come una normale evoluzione, verso un futuro di scelte sempre più condivise e sostenibili.

La proposta di legge ha come obiettivo quello di porre un freno all’espansione urbanistica in nome del consumo di suolo a saldo zero, della rigenerazione urbana e della riqualificazione degli edifici. Le priorità in tema di edilizia sono invece l’adeguamento sismico degli immobili, il sostegno alle imprese e la tutela del territorio agricolo. La proposta punta a ridurre fortemente le previsioni di nuove costruzioni al di fuori dei territori già urbanizzati, fissando al contempo nuove regole più semplici e veloci per la pianificazione dei Comuni e per favorire la qualità dei progetti, la legalità e la trasparenza.

In particolare, il consumo di suolo entro il 3% sarà consentito esclusivamente per nuovi insediamenti produttivi, per edilizia residenziale sociale e per nuove abitazioni, solo se collegate a progetti di rigenerazione urbana.

L’obiettivo è di anticipare il consumo di suolo a saldo zero rispetto all’obbiettivo europeo del 2050 (7° Programma di azione ambientale dell’Unione europea).

Il progetto di legge pone però anche un forte sostegno a chi fa impresa: gli insediamenti produttivi strategici, gli interventi di ampliamento produttivi e le opere pubbliche o di interesse pubblico, saranno escluse dalla quota massima del 3%.

Nel testo sono previsti contributi regionali diretti per progetti di rigenerazione urbana: i primi saranno 30 milioni di euro inseriti nell’accordo in via di approvazione tra Regione e Governo per l’utilizzo dei fondi Fsc; previsti inoltre l’esonero dal contributo straordinario, la riduzione di almeno il 20% del contributo di costruzione, incentivi volumetrici legati alla qualità del progetto, oltre a procedure più veloci e snelle.

In particolare, per interventi di adeguamento sismico, oltre agli incentivi per la rigenerazione urbana è prevista una norma specifica sull’interesse pubblico per avviare tali interventi, che comporterà la possibilità del 50% dei proprietari di un edificio di imporre la realizzazione sulla restante quota di proprietari, qualora essi si oppongano.

Il progetto di legge prevede inoltre norme per promuovere e favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche dei Comuni, concorsi di architettura per elevare la qualità degli interventi e controlli diretti per evitare infiltrazioni mafiose o corruttive. In questo caso, in particolare, si prevede l’impegno a recepire le disposizioni dell’Autorità nazionale anti corruzione e l’inserimento di informazioni antimafia per la validità degli accordi operativi, quale clausola di nullità del procedimento.

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