venerdì 23 giugno 2017

Recupera l'occupazione

Ancora qualche ombra

Nel trimestre, il volume d’affari si riduce dell’1,1 per cento. In rosso le piccole e le medie imprese, mentre le grandi pur riducendo il passo, crescono. Recupera l’occupazione (+1,2 per cento), più che in Italia (+0,6 per cento), ma scompaiono 1.004 imprese (-1,5 per cento), in gran parte ditte individuali e società di persone.


Una inversione di tendenza ha riportato in negativo l’andamento congiunturale dell’industria delle costruzioni emiliano-romagnola. Questa in sintesi l’indicazione dell’indagine sulla congiuntura delle costruzioni realizzata in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

Nel primo trimestre 2017, il volume d’affari a prezzi correnti è diminuito dell’1,1 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il saldo dei giudizi tra la quote delle imprese che rilevano un aumento o una riduzione del volume d’affari rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno è divenuto bruscamente negativo passando da quota 5,9 a -5,3 punti. Si conferma la correlazione positiva tra dimensione d’impresa e andamento del volume d’affari, che risulta pari a -1,5 per cento per le piccole e medie imprese e a +0,6 per cento per le grandi.

Lavoro. Secondo Istat, nei primi tre mesi dell’anno gli occupati nelle costruzioni sono più di 107 mila, con un incremento dell’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016, che si confronta con una tendenza più contenuta a livello nazionale (+0,6 per cento).

Il Registro delle imprese. A fine marzo, le imprese attive nelle costruzioni erano 66.395, quindi 1.004 in meno (-1,5 per cento) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La riduzione è più ampia e più rapida tra le imprese operanti nella costruzione di edifici (-518 unità,-3,0 per cento), ma quasi altrettanto ampia per quelle attive nei lavori di costruzione specializzati (-447 unità, -0,9 per cento).

La diminuzione è determinata soprattutto dalle ditte individuali (-1,8 per cento, -850 unità), ma la tendenza negativa è più forte per le società di persone (-4,8 per cento), che risentono negativamente dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, che determina l’aumento delle società di capitali (+1,9 per cento).

Giuseppe Sangiorgi
Comunicazione – Stampa – Relazioni Esterne


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