lunedì 19 giugno 2017

Si faccia chiarezza sul futuro dell'Ospedale di Lugo

Un graduale depauperimento 



La notizia di una possibile riduzione di servizi nel reparto di rianimazione dell’ospedale Umberto I° di Lugo richiede una serie di chiarimenti da parte della direzione dell’azienda Usl della Romagna.

La verosimile contrazione di servizi e prestazioni nel nosocomio lughese porterebbe, di conseguenza, da una parte ad accedere all’ospedale S.M. delle croci di Ravenna accentrando in quest’ultimo modo molte specialità, dall’altra produrrebbe il depotenziamento della gamma delle prestazioni sul territorio della Bassa Romagna. 

Decisione che se ricondotta sul piano della sicurezza e dell’inadeguatezza delle strutture e delle attrezzature, andrebbe in ogni modo spiegata con grande chiarezza poiché il requisito essenziale sta nel fatto che detto reparto si distingue dagli altri per la qualità e la continuità delle cure e delle prestazioni cui si aggiunge una molteplicità di attrezzature tecnologiche specifiche. 

In altro modo, se si esclude la questione fondamentale riguardante la sicurezza, i mancati investimenti che conducono a tale decisione sono letti come ennesima manovra tesa al graduale depauperimento del citato ospedale, destinato, come del resto quello faentino, a un consistente ridimensionamento.

La presente interpellanza diretta al presidente della Provincia quale componente della Conferenza socio sanitaria territoriale è sostanzialmente tesa a verificare le intenzioni del management aziendale sul caso della Rianimazione, ma più in generale è finalizzata a conoscere l’organigramma dei servizi e dei reparti insopprimibili dell’ospedale Umberto 1° di Lugo e di quello degli Infermi di Faenza.

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale “Civici” Ravenna
 

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