lunedì 17 luglio 2017

Candidatura dei fenomeni carsici nei gessi dell’Emilia-Romagna a Patrimonio dell’Umanità UNESCO

All'"estero" ma ci piace


Prosegue l’impegnativo iter per la candidatura dei fenomeni carsici nei gessi dell’Emilia-Romagna a Patrimonio dell’Umanità UNESCO.




Dopo la delibera della Giunta della Regione Emilia-Romagna del 21 dicembre 2016 con cui si è approvata la proposta di candidatura, ha fatto seguito una serie d’incontri sia a livello regionale che ministeriale. Sarà quindi presentata a breve la candidatura all’UNESCO Italia per l’inserimento nella Tentative List, con buone probabilità che l’anno prossimo sia accettata. È un importante passo avanti per poi accedere, entro il 2019, alla candidatura ufficiale presso l’UNESCO di Parigi per la valutazione finale.

Un appuntamento importante sarà già nei prossimi giorni, in occasione del 17° “International Congress of Speleology” che si terrà a Sydney Australia organizzato dall’Union Internationale de Spéléologie (UIS), dove il Prof. Paolo Forti dell’Istituto Italiano di Speleologia presenterà il progetto alla comunità internazionale degli speleologi.

Per quanto riguarda invece l’attività che la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna, congiuntamente al Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, svolgerà a livello regionale a sostegno della candidatura, sarà organizzata, nel prossimo autunno, una nutrita serie di eventi che spaziano dai convegni, alle conferenze, alle mostre ed ai film.

Si inizia sabato 23 settembre con l’inaugurazione, presso il Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza, della mostra “Solfo e carbone, minatori e speleologi nella Romagna orientale” e con la presentazione del volume “Gessi e Solfi della Romagna orientale” che riassumono il notevole lavoro di riesplorazione e studio svolto dagli speleologi della nostra Regione nei gessi e nelle miniere di zolfo delle province di Forlì-Cesena e Rimini.

Si prosegue la settimana successiva, da mercoledì 27 a venerdì 29 settembre, con il III Convegno Internazionale sul lapis specularis incentrato sui rinvenimenti archeologici di questo particolare gesso trasparente che gli antichi romani impiegavano invece del vetro. Non a caso il convegno si terrà a Brisighella: la Vena del Gesso romagnola ospita infatti le maggiori cave italiane di lapis specularis, scoperte ed esplorate dagli speleologi a partire dall’inizio del nuovo secolo. In questa occasione verranno inaugurate due mostre: “Le grotte emiliano romagnole frequentate dall’uomo: le immagini” e “Usi impropri? La fruizione delle cavità nell’iconografia antica e moderna”, verrà poi proiettato il documentario “Lapis specularis, la luminosa trasparenza del gesso”, realizzato sempre dagli speleologi regionali.

Venerdì 6 e sabato 7 ottobre sarà poi la volta del convegno “La frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna tra archeologia, storia e speleologia” che si terrà a Brisighella e a Riolo Terme. Per la prima volta verrà affrontato in modo sistematico ed esaustivo il complesso tema della frequentazione antropica delle cavità naturali della nostra Regione a partire dalla protostoria fino a giungere ai giorni nostri.

Dal 15 al 22 ottobre in occasione della “Settimana del Pianeta Terra” (un festival di divulgazione scientifica con eventi dedicati alle Geoscienze che si svolgono su tutto il territorio italiano) la Federazione Speleologica Regionale sarà tra gli organizzatori di tre eventi. Domenica 15 ottobre, presso il Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza, si parlerà delle problematiche connesse al nascente catasto delle cavità artificiali dell’Emilia-Romagna.


Domani, mercoledì 15 ottobre, a Bologna, presso l’Archivio Cartografico della Regione, è organizzato dal Servizio Statistica e Informazione Geografica un incontro sul tema “I gessi dell’Emilia-Romagna: un territorio straordinario, un patrimonio per l’Umanità”. Infine, venerdì 20 ottobre, ancora presso il Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza, un convegno sarà dedicato a: “Le grotte nei gessi: un viaggio attraverso la geologia, i cambiamenti climatici passati e le forme di vita microscopiche”; verranno presentati gli eccezionali risultati del complesso studio svolto nella Vena del Gesso romagnola e negli altri gessi regionali. Seguirà, la domenica successiva, una visita guidata in una facile grotta della Vena del Gesso allo scopo di illustrare, sul posto, quanto discusso durante il convegno. 

Per concludere questo breve sunto sugli eventi autunnali organizzati dagli speleologi della nostra Regione e dal Parco della Vena del Gesso va sottolineato che la Federazione stessa e i gruppi speleologici ad essa federati sono contemporaneamente impegnati in progetti a carattere multidisciplinare che, negli ultimi anni, hanno interessato la quasi totalità delle aree carsiche regionali. Vanno citati, a tal proposito, gli studi sui gessi triassici reggiani, sulle grotte bolognesi e sulle aree carsiche della Romagna.


 È già in corso da un paio d’anni lo studio dei gessi di Monte Mauro: zona centrale della Vena del Gesso romagnola, che giungerà a conclusione l’anno prossimo con la pubblicazione della consueta monografia. È ovvio che questi studi sono destinati a contribuire in maniera determinante alla buona riuscita della candidatura dei fenomeni carsici nei gessi dell’Emilia-Romagna a Patrimonio dell’Umanità.

L’insieme degli eventi fin qui illustrati vede la partecipazione ed il diretto coinvolgimento di Enti, Istituzioni, Istituti di ricerca, Università e singoli studiosi. Vogliamo qui sottolineare, tra gli altri, oltre ai promotori Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna e Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, la presenza di: Regione Emilia-Romagna; Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa; Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano; Comune di Brisighella; Comune di Riolo Terme; Comune di Casola Valsenio; Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Soprintendenza Archeologia e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Asociation Cultural Lapis Specularis – Madrid; Università di Bologna; Università di Modena - Reggio Emilia.

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento