sabato 1 luglio 2017

Come la racconto la notizia nel rispetto della persona, del bambino?

Quanti danni può fare l'informazione?



L'ultima lezione di aggiornamento dei giornalisti promossa dall'Ordine Regionale ha segnato una svolta, decisamente positiva.


Dalle lezioni teoriche nella quali si consiglia, si insegna, come fare il prodotto migliore, si è passati ad una lezione pratica, con il farlo un prodotto, insieme, analizzando un articolo, confrontandosi sul suo contenuto.

E l'obiettivo non è stata solo la qualità, ma è stato un obiettivo più alto, la deontologia, il mettere i valori, il rispetto della persona, nel caso, la più importante, quella del bambino, al di sopra del "profitto", dell'audience, del numero delle vendite delle copie, dei contatti on line.

Non a caso il sottotitolo della lezione era "Voci a confronto" e a confronto sono stati i giornalisti, i magistrati, gli avvocati, gli assistenti sociali e l'Ausl.

"Tra diritto dei minori alla tutela e il dovere di cronaca", il titolo della lezione, una lezione pratica, appunto.

Il caso, l'articolo.

Una madre che insieme al suo avvocato rende pubblica la sua rabbia perchè la sua bambina le è stata strappata dai servizi sociali.

Grandissima audience, questa notizia. Ricordate quella di quando le Forze dell'Ordine, quelle che ci tutelano, che operano per il Bene Pubblico, andarono in un asilo a "prelevare" un bimbo?

Quando succederà nella Romagna Estense non pubblicherò la lettera di quella madre, la leggerete altrove!

Quella bimba non è sua proprietà, è proprietà di se stessa, i primi diritti sono i suoi, quelli della bimba, non quelli di sua madre.

La madre lamenta la mancanza della sua voce, dei suoi capricci, dei suoi baci, sta male, sta male lei...Ma la bimba? Perchè gliel'hanno portata via?  

Come faccio a non pensare che le sia stata portata via per il suo bene, quella della bimba, per farla stare meglio di come stava con la madre?

Chi l'ha fatto,  comunque rappresentante dell'interesse pubblico, della bimba, prima che di quello della madre, non l'ha fatto per denaro, non l'ha fatto per farsi un buon nome (una valanga di critiche), non l'ha fatto per sadismo.

Che poi l'altra campana, come si usa dire, la Pubblica Amministrazione non voglia far sentire anche la sua di voce, come è sempre necessario per giudicare, sentirle tutte e due e non solo quella della madre (probabilmente di "qualcosa" colpevole), è sicuramente un grosso problema.

Ci arrivano centinaia di comunicati con foto per il ricevimento in municipio di chi ha giocato bene alle bocce, con tutto il rispetto, ma se si grida alla scandalo, se "portano via" un bimbo, qualcosa comunque va detto!  

Grande merito dell'Ordine dei giornalisti, complimenti, aver messo il tema sul tavolo, un tavolo che dovrà lavorare molto, e bene.

Particolarmente intelligente e stimolante la moderazione di Francesco Pagnini, responsabile dell'Ufficio Stampa dell'Ausl Romagna e anche gli auguri di "buon lavoro", ce n'è bisogno, del direttore generale della stessa AUSL, Marcello Tonini.

Arrigo Antonellini 

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