venerdì 7 luglio 2017

"Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

La bicicletta
di Giacomo Casadio


In qualsiasi parte della Romagna la bicicletta è stato un mezzo di locomozione privilegiato. Tutti ne possedevano una e la passione poteva portare lontano. Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti) racconta di un favoloso viaggio in bicicletta nel Nord Italia nel 1903 con un gruppo di amici:




Da Ravenna a ruzzlessom a Milan,
Sempar in bicicletta, e pu in Piemont
Fena a e' mont Rosa, ch'l'è un vigliach d'un mont
D'un'altezza sparversa sora e' pian.
Al rapessom a pé st'e' fiol d'un can
E, calè zo, fassessom dietro front
E da la Lumbardí, fa pu e' tu cont,
Ch'a travarsessom nenca e' Venezian.
Ui era al gross manovar e par quest
As la gambessom par scansè l'intrigh
D'la porbia, d'i cariagg e d' tott e' rest
E icsé, dop avè fatt tanti fadigh,
Arrivessom tott du fena a Triest
Indov ch'fa sbocia i nostar bon amigh.



Durante la guerra vennero emesse ordinanze da parte del Comando Tedesco che proibivano l’uso delle biciclette di notte a rischio di fucilazione.

I rastrellamenti di biciclette integrati da quelli degli uomini validi è una costante non solo dei diari di guerra (a partire da quello di Celso Casadio) ma anche dei ricordi di chi li visse personalmente. 

Nel secondo conflitto mondiale la bicicletta trovò modo di recitare ancora la sua parte. 

Impiegata dai vari eserciti per piccoli spostamenti e missioni esplorative, dove il rumore di un motore sarebbe stato negativo, fu utile strumento tattico.

Era un mezzo di trasporto semplice, facilmente maneggiabile, comodo da gestire, anche veloce se la spinta è potente. Per tedeschi in fuga e partigiani.




Quando invece si ritornò ad usare la bicicletta nello sport la passione si mostrò in tutto il calore della competizione e del tifo. La foto illustra un passaggio di una gara del 1946 in Via Mentana con le macerie ancora visibili al lato della strada.


Il risultato più eclatante dell’evento sportivo si ebbe nel 1947 con la vittoria di Fausto Coppi davanti a Gino Bartali nel XXIII Giro di Romagna. Purtroppo il secondo arrivato è completamente coperto dal vincitore: se ne vede soltanto l’ombra a terra.


Nel 1948 vinse invece un ciclista romagnolo Vito Ortelli, molto amato dagli sportivi, che riuscì a battere in volata Luciano Pezzi, futuro Commissario Tecnico della nazionale ciclistica. Ortelli, faentino, fu un grande corridore.



vincendo numerose ed importanti gare su strada e su pista.

Pezzi, nato a Russi nel 1921, fu costretto ad interrompere l'attività a causa della guerra. Partì militare con un'assegnazione nei pressi di Fiume a Villa Nevoso: qui venne impiegato in pericolose missioni come portaordini in bicicletta. L'8 settembre 1943 sfuggì ai Tedeschi, scappando in bicicletta.

Entrò nella Resistenza, 28a Brigata Garibaldi, comandante 7a compagnia, fino alla Liberazione. Finita la guerra rientrò a Russi, dove gestì in qualità di meccanico un negozio di velocipedi.


Nel 1949 vinse ancora Coppi davanti a Fiorenzo Magni. Alla cerimonia sul monumento di Baracca è presente anche il campione del mondo Rick Van Steenbergen.

Giacomo Casadio

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1 commento:

  1. Il giro in bicicletta Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti)non lo fece con un gruppo di amici ma bensi col proprio figlio.

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