mercoledì 5 luglio 2017

Il codice etico per gli amministratori

Riceviamo e pubblichiamo

Durante l'ultima seduta Consiglio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è stato presentato il “Codice etico per gli amministratori della Bassa Romagna”.



Il documento si propone come uno strumento pratico di prevenzione della corruzione, del malaffare e della cattiva amministrazione. Si tratta di uno strumento flessibile, che potrà essere costantemente aggiornato nel tempo in caso di nuove esigenze ed eventuali modifiche di legge.

Il Codice è stato redatto grazie a un’ampia partecipazione nella discussione e nell’elaborazione dei suoi contenuti, a cui hanno collaborato tutti i gruppi consiliari, gli amministratori dell'Unione e dei Comuni aderenti attraverso un percorso di studio e di confronto in Commissione affari istituzionali dell'Unione avviato nel 2016. Hanno inoltre partecipato i componenti del “Tavolo della legalità” costituito dall'Ucbr nell'ambito delle “Giornate della trasparenza”, organizzate a partire dal 2014.

Il testo finale è frutto di un lavoro collegiale che ha trovato unitarietà di intenti, a prescindere dall’appartenenza politica. Il lavoro della Commissione è stato condiviso con tutti i consiglieri comunali dei nove Comuni dell’Unione, tant’è che sarà sottoposto anche in tutti i consigli comunali.

Il Codice etico è composto da ventiquattro articoli, che indicano il comportamento che un amministratore pubblico deve adottare per rispettare i principi di trasparenza e imparzialità previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione. Tra le regole da rispettare, ci sono il divieto di ricevere regali, il contrasto al conflitto di interessi, al clientelismo e alle pressioni indebite, la trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini, il contrasto agli sprechi con la diffusione di buone pratiche e la necessità di effettuare nomine basate esclusivamente sul merito. Gli articoli riguardano anche il personale degli enti locali e sono oggetto di analoghe disposizioni all'interno del Codice di comportamento approvato in allegato al Piano anticorruzione. In entrambi i Codici sono previste sanzioni in caso d'inadempimento.

Il Codice è soprattutto uno strumento usato per difendere e diffondere la buona politica e la buona amministrazione, puntando sull’impegno civile condiviso di amministratori pubblici e cittadini, che possono esercitare un controllo democratico sull’operato dei loro rappresentanti. Con questo documento le istituzioni non si limitano a delegare alla legge l’impegno alla buona amministrazione, ma decidono di assumere un impegno più forte in termini di legalità e trasparenza.

Il Codice etico è stato elaborato in base alla “Carta di avviso pubblico”, schema redatto da un gruppo di esperti (politologi, giuristi, funzionari pubblici, rappresentanti di associazioni) e amministratori locali, coordinato da Alberto Vannucci, docente presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, e presentato a Contromafie nell’ottobre del 2014. La “Carta di avviso pubblico” integra con nuovi contenuti e coordina con le disposizioni legislative antimafia e anticorruzione nel frattempo approvate, la “Carta di Pisa”, il codice presentato nel febbraio 2012, adottato da oltre quaranta enti locali e da centinaia di amministratori.

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