sabato 22 luglio 2017

Immagini di sport lughese di "qualche" anno fa

Lugo: calcio anni '60
di Ivan Rossi


Vincendo il campionato 1963-64, dopo cinque stagioni in Promozione Regionale, il Baracca torna in serie D.


Il campionato successivo (1964-65) vede un’importante novità. Dietro le insistenze dell’Amministrazione Comunale, si sancisce la fusione tra le due squadre cittadine Baracca e Pro Lugo che permetterà di affrontare meglio il campionato di serie D.

Il nome Pro Lugo, che ricordiamo fu l'unica squadra della città dagli albori (1° torneo ufficiale nel 1920) al 1926, era ricomparso nel 1953/54 grazie a un gruppo di sportivi, tra cui Cesare Bartolotti che rimarrà alla guida del sodalizio per 35 anni, e aveva ripreso anche i colori dell’antica formazione (bianco-rosso), iniziando così una lunga storia spesso intrecciata con quella del Baracca, con infuocati derby. 


La nuova squadra si chiamerà per due campionati Baracca Pro Lugo a dirigerla, accanto al presidente Emilio Polgrossi, i vice Antonio Mirri e Cesare Bartolotti. Nei quadri tecnici due figure molto importanti per il calcio lughese e non solo: Giuseppe Moruzzi (segretario) e Rino Cavalcanti (Direttore Sportivo). 

Cavalcanti in seguito avrà l’opportunità di operare anche in altre importanti squadre come Rimini, Ravenna e Riccione, dove confermò le sue qualità di talent-scout lanciando decine di giovani verso i campionati di serie A, B e C.

In quel campionato di quarta serie l’allenatore artefice della promozione, Pietro Melandri, fu sostituito da uno dei protagonisti della vittoria del Milan in Coppa dei Campioni contro il Benfica nel 1963, Gino Pivatelli, che a Lugo riprese anche a giocare quando si accorse che c’era bisogno di un rinforzo.

La fusione tra le due società durò solo una stagione. Cesare Bartolotti e alcuni altri dirigenti fondarono l’U.S. Lugo o, come la chiamavano semplicemente gli sportivi, uesse. L’U.S. Lugo fu iscritta al campionato di Prima Categoria. In seguito il Baracca riprese la denominazione precedente e si continuò ad avere due squadre sull’unico campo adeguato presente nel territorio comunale.

Il Baracca dei primi anni sessanta sfornava giovani calciatori d’indubbie capacità tecniche che poi erano richiesti da società blasonate. Camanzi e Tampieri furono ceduti al Bologna; mentre il voltanese Fabrizio Lusa andò alla Juventus dove giocò due stagioni nella Primavera accanto a ragazzi che avrebbero in seguito calcato i campi della serie A per lungo tempo come capitan Furino. Lusa fu ceduto in prestito dalla Jucventus a una società della Sardegna per fare esperienza, ma la sorte gli fu avversa; un grave infortunio gli troncò per sempre la carriera.

Dai vari campionati in serie D il Baracca fece decollare verso le serie maggiori alcuni giocatori d’indubbie qualità come Valerio Spadoni al quale dedicheremo un capitolo specifico. 

Altri: Giuliano Bertarelli in serie A prima col Cesena poi con la Fiorentina. Bertarelli a Cesena fu tra i protagonisti del campionato 1975-76 che portò alla storica qualificazione per la Coppa Uefa. Altri: Mario Scarpa (Perugia), Sante Crepaldi (Fiorentina), Gabriele Bolognesi (Atalanta). Tra i dirigenti ricordiamo i presidenti del periodo 1946/1970: Goffredo Ricci Bartoloni, Cesare Pattuelli, Antonio Capucci, Domenico Bacchini, Silvio Garotti, Pasquale Pattuelli e Polgrossi Emilio. Segretari: Giuseppe Moruzzi, Sergio Lega e Giuseppe Esposito. Allenatori: Bruno Maini, Ettore Baruzzi, Paolo Tabanelli, Gaetano Lupi, Dino Drei, Savino Bellini, Stefano Noviski, Arcangelo Zerbini, Domenico Spadoni, Libero Zattoni, Enzo Bazzocchi, Walter Cacciari, Claudio Casadio, Ferruccio Rocco, Pietro Melandri, Gino Pivatelli e Mihali Kincses.

Baracca 1963-64 - in piedi da sx: Sig. Boschi, Mirri (vice presidente), Forlivesi, Contarini, C. Martelli, Massaroli (medico sociale), Sistro, Camanzi, Melandri (allenatore), Zaccaroni (secondo portiere), Moruzzi (segretario). Accosciati: Polgrossi (presidente), Scardovi, Fonso, Mazzanti, Patuelli, E. Laghi, P. Martelli - Mancano: Placci, Magnan, Galanti, Dirani, Longhi, Pasi e L. Martelli.


Ivan Rossi

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