martedì 25 luglio 2017

In comunità una minorenne sospettata di essere complice di traffico di droga

Riceviamo e pubblichiamo

Nell’ambito dell’articolata indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Ravenna, P.M. dott.ssa Monica Gargiulo, finalizzata ad interrompere un flusso di cocaina posto sulla piazza ravennate da cittadini d’origine albanese, la Polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare del collocamento in comunità emessa in data dal G.I.P. presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna – su conforme richiesta di quella Procura - nei confronti di una diciassettenne albanese, residente in provincia, gravemente indiziata del concorso nell’attività di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente tipo cocaina con i familiari maggiorenni, due dei quali arrestati in un blitz della Squadra Mobile il 16 maggio 2017.
Infatti, in quella data, venivano arrestati in flagranza del delitto di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente due persone, da qualche anno residenti nel comprensorio di Russi unitamente alle famiglie, rispettivamente cl.92 e 84, colti in possesso di oltre un Chilo di droga. Gli investigatori dell’Antidroga della Squadra Mobile da tempo osservavano i movimenti dei due soggetti, entrambi con una regolare attività lavorativa, privi di precedenti e quindi insospettabili, che parallelamente all’occupazione svolta, gestivano una consistente attività di traffico di cocaina. 

Un primo riscontro all’ipotesi investigativa, veniva conseguito nel mese di marzo scorso, quando gli investigatori riuscivano ad individuare un consistente quantitativo di droga nascosto dai due; infatti, sulla massicciata della linea ferroviaria Ravenna-Russi, in aperta campagna, venivano rinvenute ben 122 dosi di cocaina (circa 70 grammi) già confezionate e pronte per lo spaccio, contenute in una bottiglia in plastica nascosta tra gli arbusti e riempita di riso con lo scopo di preservare la droga dall’umidità. Lo stupefacente veniva posto in sequestro con grande stupore deli stranieri quando si sono recati sul posto nel tentativo di prelevare lo stupefacente per immetterlo nel mercato.

Martedì scorso, nella convinzione di intercettare una consistente partita di droga, dopo un pedinamento durato tutta la giornata, è scattato il blitz da parte degli agenti della Squadra Mobile. I due soggetti sono stati fermati entrambi o bordo delle proprie autovetture al ritorno del lavoro a pochi metri da casa dove sono state eseguite le perquisizioni che hanno consentito di sequestrare:

a casa di E.F. cl.’92, all’interno del garage, n.11 involucri avvolti con nastro adesivo da pacchi di colore marrone, contenenti complessivamente oltre un chilogrammo di cocaina, celati all’interno di una pentola a pressione contenente riso mentre in una camera da letto erano custodite 15 dosi già confezionate; nel contesto si rinveniva materiale per il confezionamento delle dosi, due bilance di precisione digitale ed altro materiale ritenuto d’interesse per le indagini.

F.E., 33enne, veniva fermato al rientro nella propria abitazione unitamente alla moglie convivente, nel contesto deferita all’A.G. in stato di libertà, e trovato in possesso, 7 dosi di cocaina, sottoposte a sequestro unitamente alla somma in contanti di €.2.230,00. Le operazioni proseguivano poi su di un appezzamento adibito ad orto, in uso ai due coniugi, a poca distanza dall’abitazione dei predetti, dove, grazie ad un accurato controllo, venivano rinvenute ulteriori 98 dosi sotterrate alla base di un albero, per circa 65 grammi di cocaina.

I due venivano associati presso la casa circondariale “Port’Aurea”, gli arresti venivano convalidati e ad oggi si trovano in carcere in attesa del processo.

Gli ulteriori sviluppi delle indagini, consistiti in particolare nell’esaminare scrupolosamente tutti gli elementi acquisiti nelle fasi operative, in specie le attività di perquisizione che avevano condotto a sequestrare, oltre al vario materiale per il confezionamento delle dosi, anche agende con annotati nomi e cifre d’interesse per gli investigatori, hanno acclarato gravi elementi indiziari e probatori nei confronti anche della minore, risultata pienamente inserita nell’attività illecita posta in essere dai familiari, svolgendo il ruolo di pusher per le consegne ai clienti nonché prestando ausilio nella preparazione e confezionamento delle dosi; alcune cessioni, peraltro, sono state ricostruite dagli investigatoti grazie ai mirati servizi di osservazione e pedinamento; da qui, essendo minorenne, l’apertura di un nuovo fascicolo a suo carico, aperto dall’autorità giudiziaria minorile di Bologna.

La ragazza, appunto è stata rintracciata e condotta presso una comunità fuori provincia, così come disposto dalla competente A.G.

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