giovedì 20 luglio 2017

La vera storia del cappero di Lugo

Al sale dolce di Cervia


A Cervia una delegazione lughese guidata dall’assessore alla Promozione urbana del Comune di Lugo Pasquale Montalti ha partecipato a un incontro dedicato alla vera storia del cappero della Rocca di Lugo.
Si è trattato di un incontro convivial-culturale, tenutosi nella zona del mercato dei pescatori, dove non sono mancati il folklore e l’ironia; all’appuntamento, coordinato da Massimo Modanesi della Cooperativa pescatori e organizzato dal Comune di Cervia, hanno partecipato anche gli assessori cervesi Michela Lucchi (Cultura), Natalino Giambi (Urbanistica) e Rossella Fabbri (Sviluppo economico).

“I capperi originali della Rocca di Lugo non sono in vendita, ma l'Amministrazione li dona alle autorità in visita e ai novelli sposi che celebrano il matrimonio in Rocca - ha raccontato Pasquale Montalti intervenendo alla serata -. La pianta del cappero ama i climi caldi e i muri rocciosi, così ha trovato un ambiente ideale nelle antiche mura della Rocca estense di Lugo. Con una raccolta costante potremmo arrivare a una produzione di circa 250/300 chili annuali. Unire questi prodotti locali molto identificati con le nostre rispettive città è stata una sfida importante, una nuova ricetta per un matrimonio straordinario”.

La raccolta dei capperi avviene in maggio e da quest’anno è affidata ai richiedenti asilo ospiti del gruppo di Protezione civile Vab di Lugo e coordinati da Uliano Dalmonte.

La presenza secolare dei capperi nella Rocca di Lugo è suffragata fin dall’Ottocento da documenti e registri contabili conservati nell’archivio comunale, dove si trova la voce specifica tra le entrate del bilancio comunale, con tanto di gare periodiche di affidamento a privati della raccolta e controversie per il rispetto delle regole e dei prezzi pattuiti. Nel 1872 il canone di affitto per i capperi producibili nei muri esterni della rocca era di 75 lire, mentre nel 1878 la “corrisposta annuale” per lo stesso prodotto era di 80 lire. 

La raccolta è stata interrotta solo nel periodo tra le due guerre mondiali. Successivamente, negli anni ’60 e ’70 del Novecento, la raccolta dei capperi non venne più effettuata in maniera costante ma le gemme vengono lasciate sulla pianta e non più valorizzate. In questo periodo la raccolta veniva effettuata da cittadini privati per il loro uso e consumo e la raccolta era consentita fino ad altezza d’uomo.

L’incontro è stato organizzato per promuovere la nuova ricetta che unisce i capperi della Rocca di Lugo al sale dolce di Cervia, presentata lo scorso 20 giugno in municipio a Cervia, nonché la prossima istituzione del premio “Cappero d’oro”.

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